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Diabete: nuova minaccia per bimbi e ragazzi

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Pubblicato il: 13-02-2013
Sanihelp.it - Negli ultimi 30 anni la prevalenza di obesità tra i bambini ha raggiunto proporzioni sconvolgenti, soprattutto negli Stati Uniti, e ora anche in Europa. L’obesità è considerata il principale fattore di rischio per la comparsa dei diabete dei grandi, il cosiddetto diabete di tipo 2,. Il diabete di tipo 1, quello caratteristico di bambini e adolescenti, almeno fino alle soglie del terzo millennio, è stata una malattia completamente diversa. Da qualche anno, negli Stati Uniti, come in Europa, si sta osservando un numero sempre più importante di casi di diabete di tipo 2 nei bambini e negli adolescenti. 

Per questo gli esperti americani hanno pubblicato delle linee guida, redatte a più mani dall’American Academy of Pediatrics in collaborazione con l’American Diabetes Association, la Pediatric Endocrine Society, l’American Academy of Family Phisicians e l’Academy of Nutrition and Dietetics.

In Italia, secondo i dati di OKkio alla Salute del Ministero della Salute, il 23% dei bambini è in sovrappeso e l’11% obeso. Molto diffuse le errate abitudini alimentari: il 9% non fa colazione e uno su tre la fa in maniera inadeguata, 1 bambino su 4 non mangia ogni giorno frutta e verdura, circa il 50% consuma soft drink zuccherati nell’arco della giornata,1 bambino su 2 ha la televisione in camera da letto e un bambino su 5 pratica sport per non più di un’ora a settimana.

Il dato è preoccupante perché se il diabete tipo 1 era relativamente poco frequente (80-100 nuovi casi per milione di abitanti all’anno) il diabete tipo 2 è molto più frequente e interessa non meno del 5% della popolazione italiana, una percentuale destinata a crescere con il passare del tempo.

Oggi si può calcolare che su ogni 10 bambini ai quali viene diagnosticato il diabete, due hanno un diabete tipo 2, condizione pressochè sconosciuta in questa età fino a qualche anno fa. Questo fenomeno è destinato ad aumentare. La battaglia contro il diabete non può essere condotta solo con la promulgazione di linee guida, ma anche e soprattutto con una forte azione educativa su tutta la popolazione. Tra l’altro, le armi farmacologiche a disposizione rimangono, nel bambino, limitate.

Abbiamo quindi bisogno di capire meglio quali sono i meccanismi che favoriscono la comparsa del diabete, tipo 1 e tipo 2, e quali siano i migliori punti di attacco che garantiscano efficacia, senza esporre il bambino a rischi dovuti al farmaco. Questi obiettivi possono essere raggiunti solo con una forte attività di ricerca medica. 


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa SID 1.2013

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