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Bambini: risentono della crisi fin dalla nascita

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Pubblicato il: 18-02-2013
Sanihelp.it - La crisi economica ha determinato anche in Italia un peggioramento delle condizioni di vita dell’infanzia. I bambini che vivono in famiglie povere presentano più frequentemente infezioni, soprattutto dell’apparato respiratorio e gastrointestinale, disturbi di crescita, anemia, carenze nutrizionali, asma, otiti, carie dentali, disturbi psicologici, comportamentali e psichiatrici.

Anche per alcune malattie croniche, per esempio la fibrosi cistica che ha un’incidenza simile in tutti i gruppi sociali, la sopravvivenza è minore nelle famiglie con un più basso livello socioeconomico e l’entità di questo effetto non si è ridotto negli ultimi anni.

Esistono delle situazioni materne che espongono i neonati alla nascita a un maggiore rischio di malattia. Due sono le situazioni più frequenti: i nati da madri straniere e i nati riconosciuti alla nascita solo dalla madre.

In un'indagine su circa 17.000 nati nel Policlinico in 10 anni è stato osservato una condizione di rischio maggiore per i nati da donne straniere. Questi bambini rispetto ai figli di donne italiane nascevano più spesso prematuri e necessitavo più frequentemente alla nascita di interventi di terapia intensiva e avevano una maggiore mortalità.

Più frequentemente avevano una serie di malattie anche gravi come asfissia perinatale, traumi ostetrici, infezioni perinatali e malformazioni. Il rischio maggiore era per i nati di madri provenienti dall’Africa e dall’Europa dell’Est. 

Sempre nel Policlinico negli ultimi 7 anni sono stati osservati 205 nati riconosciuti alla nascita solo dalla madre. Questi bambini, che in più della metà dei casi (52%) erano figli di donne straniere, hanno presentato problemi clinici nel periodo neonatale con una frequenza maggiore dei bambini riconosciuti da tutti e due i genitori. La frequenza di disturbi respiratori e la necessità di terapia intensiva era circa doppia. Ugualmente questi bambini nascevano più frequentemente pretermine e con un peso alla nascita inferiore ai 1.500 grammi.

Si può ipotizzare che l’aumento del rischio, osservato in questa popolazione di neonati, dipenda da una serie di condizioni legate allo svantaggio sociale, economico e culturale delle madri (attività lavorativa meno garantita e più pesante, alimentazione incongrua, carenti condizioni igieniche e abitative, cure ostetriche tardive o inadeguate).

Una parte significativa della patologia pre e postnatale in questa popolazione a rischio potrebbe essere prevenuta con una più adeguata organizzazione dell’assistenza materno infantile. 


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Policlinico Umberto I di Roma

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