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South Beach, la dieta last minute

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Pubblicato il: 21-06-2005

La nuova dieta, basata sulle proteine e sull'indice glicemico, promette di far perdere sei chili in due settimane in vista della prova costume. Ma attenti alla salute....

Sanihelp.it - Perdere peso in poco tempo e restare giovani a lungo, questa è la promessa della nuova dieta di South Beach.
Entrata di recente nel vasto panorama delle proposte dietetiche d’oltreoceano, la South Beach garantisce (tanto per cambiare) una pancia piatta da subito, e sembra l’ideale per affrontare senza paura qualsiasi spiaggia, californiana e non.

Ma vediamo di capirci qualcosa in più.
Il cardiologo statunitense Arthur Agatston dichiara di averla ideata per chi non ne può più di pesare cibi e contare calorie. Il segreto sta nella qualità dei cibi, più che nella loro quantità: scegliendo alimenti con un basso indice glicemico, che evitano pericolosi innalzamenti del tasso di zuccheri nel sangue, è possibile mantenere porzioni normali e saziarsi di più. I tristi piatti di carotine invisibili saranno solo un ricordo.

La prima fase della dieta, che dura 2 o 3 settimane, privilegia le proteine, e gli unici carboidrati concessi sono quelli a basso indice glicemico contenuti nelle verdure. Banditi pane, pasta, riso, patate, frutta e molti latticini, ciò che resta è un regime alimentare abbastanza rigido.

Nelle successive fasi di mantenimento, però, i carboidrati più complessi vengono gradualmente reinseriti, nelle varianti integrali meno raffinate, per stabilizzare i risultati ottenuti e raggiungere un regime alimentare più sano da seguire per tutta la vita.
In questo traspare la volontà di passare dal concetto di dieta punitiva a quello di buona alimentazione, ma i pericoli restano in agguato.

Come ci ha spiegato Virginia Bicchiega, medico ricercatore nutrizionista dell’Istituto Auxologico di Milano, le diete iperproteiche e ipoglucidiche oggi tanto di moda nascondono molti rischi per la salute.
«Eliminando così drasticamente i carboidrati», ci dice, «il peso cala subito, ma più che i grassi si eliminano i liquidi e il tessuto muscolare. Inoltre il metabolismo subisce un forte rallentamento, che lo porta ad abbassare al minimo il dispendio energetico. Le conseguenze sono spossatezza, calo dell’attenzione e della vista, sbalzi dell’umore e danni renali come la gotta, soprattutto per le persone nefropatiche».

Insomma, bisogna andarci piano.

«Tenere sotto controllo l’indice glicemico degli alimenti non è un consiglio sbagliato, perché previene i danni pancreatici legati ai picchi glicemici degli zuccheri complessi. Ma per farlo basta non esagerare con i dolci e i primi. Come sempre, in campo alimentare premia l’equilibrio, e una dieta che propone solo proteine non è certo equilibrata. Il fatto di perdere tanto peso in poco tempo, poi, non è un buon segno: i chili persi così velocemente vengono subito recuperati. La vera perdita di grasso, quella definitiva, si ottiene con il corretto equilibrio di tutti gli alimenti, ma per avere risultati duraturi bisogna avere pazienza. Pur facendo una generalizzazione semplicistica, la perdita di peso media è quella tra il mezzo chilo e i due chili in un mese».

A questo punto bisogna scegliere: dimagrire in fretta con qualche rischio, oppure rimandare le vacanze di un paio di mesi.


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Redazione Sanihelp.it

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