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Studio americano

Il fumo aumenta la mortalità

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Pubblicato il: 26-02-2013

Il fumo si riconferma una minaccia alla salute pubblica e se non è mai troppo tardi per smettere di fumare, dovrebbero farlo immediatamente i pazienti con malattie correlate al fumo.

Il fumo aumenta la mortalità © Photos.com Sanihelp.it - «Due recenti articoli comparsi sul New England Journal of Medicine affermano che fumare rimane la più grave minaccia alla salute pubblica, con un enorme carico di morti, almeno negli Stati Uniti», a renderlo noto è Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di oncologia medica dell'Istituto Tumori di Aviano.

I ricercatori hanno intervistato dal 1997 al 2004 115.000 donne e quasi 90.000 uomini di età superiore ai 25 anni. È stata poi esaminata la percentuale delle cause di morte alla fine del 2006. Dai risultati è emerso che tra i 25 e 79 anni, la mortalità per i fumatori di entrambi i sessi era tre volte quella di coloro che non avevano mai fumato. Le malattie attribuibili al fumo erano circa il 60% delle morti dei fumatori. Coloro che avevano smesso di fumare tra i 25-35 anni vivevano dieci anni di più; coloro che avevano smesso tra i 35-44 anni avevano un vantaggio di 9 anni; coloro che avevano smesso di fumare tra i 45 e i 54 anni avevano un vantaggio di 6 anni; coloro che avevano smesso tra i 55 e i 64 anni guadagnavano 4 anni.

«I ricercatori hanno inoltre scoperto che la prevalenza del fumo è molto più bassa tra le persone con un'età superiore ai 45 anni che nei giovani, sia per riflesso di uno sforzo efficace nello smettere che per le morti precoci tra i fumatori che continuano a fumare e raramente vivono fino all'età di 85 anni. È sorprendente che molte persone abbiano cominciato a fumare dopo i 20 anni, e il 15% delle donne dopo i 25 anni, cioè in età più avanzata di quanto si assuma usualmente. Ciò sottolinea l'importanza di bersagliare i giovani adulti con appropriati messaggi antifumo».

Il rapporto di rischio per la mortalità del tumore al polmone era sconcertante: 17,8 per le fumatrici donne e 14,6 per i fumatori uomini. Inoltre il rischio di morte per le donne che fumano è il 50% più alto rispetto alle stime riportate negli anni Ottanta. «Gli importanti messaggi che emergono da questi studi sono in termini di benefici per la salute: non è mai troppo tardi per smettere; i medici in generale, ma specialmente coloro che hanno a che fare con pazienti con malattie correlate al fumo (per esempio gli oncologi, i cardiologi, gli pneumologi, i medici di medicina di emergenza, gli psichiatri e i medici generici) dovrebbero fare di più per stimolare a smettere di fumare. Vi sono più donne che muoiono di tumore del polmone che di cancro della mammella».


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Agenzia di stampa Asca

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