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Servizio Italiano di Psicologia Online

Chiedere aiuto allo psicologo su Facebook

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Pubblicato il: 26-02-2013

Grande successo per il servizio di chat gratuita del Servizio Italiano di Psicologia Online, molte sono le richieste di aiuto pervenute attraverso la pagina Facebook. Tutti i dati.

Chiedere aiuto allo psicologo su Facebook © Photos.com Sanihelp.it - Inaugurato nel settembre 2011, il servizio di chat gratuita ha fin da subito riscosso un elevato numero di richieste di aiuto che nel corso del 2012 sono triplicate. I dati testimoniano il desiderio e grande facilità che le persone hanno nell’avvicinarsi alle tematiche psicologiche in un ambiente virtuale, percepito maggiormente protettivo e rassicurante e quindi facilitatore del contatto con l’esperto.

Il rapporto redatto dagli psicologi e psicoterapeuti Luca Mazzucchelli e Davide Algeri mette in luce i dati raccolti relativi alla tipologia di utenza e all’efficacia del servizio erogato. Un primo dato importante è che le persone ignorano i potenziali servizi, pubblici e privati, presenti sul territorio: prezzi, modalità di accesso e di ricerca, differenze tra i diversi ruoli professionali operanti al loro interno e così via. Uno degli obiettivi principali all’interno degli incontri online è stato anche quello di chiarire questi aspetti, lavorando in seguito sulla motivazione della persona a fare un passo in più e trasformare l’approccio virtuale in virtuoso e reale.

Ci spiega Luca Mazzucchelli: «Il gruppo AlgeriMazzucchelli - psicologia innovativa promuove da diversi anni iniziative volte a coniugare la psicologia con le nuove tecnologie. Il Servizio Italiano di Psicologia Online (SIPO) e lo Sportello di Ascolto gratuito su Facebook sono proprio pensati per eliminare gli ostacoli tra la psicologia e i navigatori di internet perché crediamo che vi sia un autentico bisogno di consulenza psicologica, ma che occorra adoperarsi per intercettarla, pena la perdita di rilevanti opportunità per utenti e professionisti. La finalità dello sportello d’ascolto, che è tenuto esclusivamente da psicologi abilitati e iscritti all’albo, non è quella di una presa in carico psicologica, ma di una prima accoglienza e orientamento che indichino un professionista a cui rivolgersi per intraprendere un percorso di cambiamento. Continuiamo a credere all’idea di Psicologo 2.0 quale filosofia per il professionista che promuove un modo nuovo di diffondere la cultura psicologia, aumentando grazie alle nuove tecnologie il livello di interattività e confronto tra professionista e utente: è lo psicologo che impara ad usare gli strumenti dell'utente e non viceversa».

Come funziona?
Il servizio è consultabile due sere a settimana (martedì e giovedì) dalle 21.00 alle 22.30, e consiste in una chat della durata di 30 minuti per ogni utente. Gli utenti interessati devono aggiungere ai loro amici di Facebook il profilo SIPO Sportello di ascolto, e inviarvi un messaggio privato. Il referente per il coordinamento dello sportello o il personale di turno raccoglie la richiesta e propone la prima data disponibile per l’incontro, invitando l’utente a compilare la scheda di accesso al servizio (Questionario 1) fondamentale per accedere al colloquio. Il giorno dell’incontro, lo psicologo ha a disposizione 30 minuti per ascoltare la domanda dell’utente e raccogliere le informazioni necessarie a indicare un riferimento presso cui iniziare una presa in carico. Generalmente vengono offerti agli utenti due o tre possibili riferimenti nel pubblico o nel privato, in relazione alle esigenze. Alla fine di ogni colloquio si chiede a ogni utente di compilare una breve scheda di valutazione del servizio (Questionario 2).

La possibilità dei gruppi di condivisione
Attraverso i gruppi di discussione su Facebook è possibile approfondire e discutere diverse tematiche psicologiche quali l’ansia e le fobie, la relazione di coppia, l’insonnia, le problematiche lavoro-correlate, le problematiche alimentari e altre ancora. Questi gruppi vogliono essere un’ulteriore opportunità per informarsi su quesiti psicologici e confrontarsi con i vissuti degli altri utenti come in una sorta di piazza virtuale. Su questo fronte il ruolo dello psicologo moderatore è quello di proporre spunti di riflessione, articoli e domande finalizzate a promuovere la discussione tra gli utenti registrati.

Il profilo e i bisogno degli utenti
Il servizio, rivolto esclusivamente a utenti maggiorenni di nazionalità italiana, ha riscontrato una maggiore partecipazione tra 18 ai 25 anni ed è stato utilizzato nel 78% dei casi da donne. Dall’analisi dei dati emerge come la diffusione geografica sia concentrata tra nord e sud (79%), mentre vi è un notevole sbilanciamento nel campione per la scolarità: il 62% dei partecipanti ha terminato le medie superiori e il 22% è laureato. Numerose richieste di aiuto sono pervenute da figure professionali quali impiegati, insegnanti, liberi professionisti e operai, anche se la netta maggioranza è composta da studenti e disoccupati. La spinta a chiedere aiuto è rappresentata da motivazioni molto eterogenee: al primo posto troviamo il bisogno di un supporto immediato, seguito dalla comodità dell’online. Interessante è notare come, a seguire, si trovino pressoché a pari merito la difficoltà relative a non sapere a chi rivolgersi e l’imbarazzo che susciterebbe un incontro in presenza. Le difficoltà portate dagli utenti sono molto variegate con una prevalenza di problemi dell’umore e d’ansia, ma anche da problemi di coppia e familiari. Per più della metà degli utenti (il 51%) lo sportello chat del SIPO rappresenta il primo contatto con uno psicologo. Un incontro in cui sono presenti aspettative legate principalmente all’opportunità di comprendere meglio il problema vissuto, ma anche per il semplice bisogno di parlare con qualcuno. In una discreta percentuale di casi (30%) si è assistito a una richiesta spesso irrealistica di risolvere immediatamente il problema portato.

Buona parte delle persone dopo il primo contatto di chat dichiara di essere più propensa a rivolgersi a uno psicologo; il contatto virtuale può considerarsi un primo passo, altrimenti intrapreso con maggiori ostacoli, verso una presa in carico che potrà approdare al contesto vis à vis. I primi dati raccolti mostrano come il 46% delle persone che hanno usufruito dello sportello, successivamente alla chat hanno cercato un supporto di tipo psicologico.


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Rapporto Servizio Italiano di Psicologia Online

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