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6 marzo Giornata mondiale della logopedia

Il bimbo non parla? Serve il logopedista

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Pubblicato il: 05-03-2013

I disturbi del linguaggio, se non diagnosticati e trattati, possono causare ai bambini problemi emotivi, isolamento e difficoltà scolastiche. Ecco cosa fare.

Il bimbo non parla? Serve il logopedista © Photos.com Sanihelp.it - Colpiscono il 3% della popolazione, ma si rilevano soprattutto nei bimbi tra i due e i sei anni, dove si toccano punte del 7%. Sono i Disturbi Specifici del Linguaggio (DSL), cioè la difficoltà di acquisire e articolare le parole e a comprenderle ed esprimersi correttamente. Condizioni che tendono a isolare il bambino a causa di anomalie della sua capacità linguistica che limita le relazioni interpersonali e può causare disturbi emotivi e comportamentali.

Tali disturbi sono la principale conseguenza dei problemi di apprendimento a scuola della lettura e scrittura. Per far conoscere questi problemi, in occasione della Giornata Europea della Logopedia del 6 marzo, sotto lo slogan Libera Le Parole, la Federazione Logopedisti Italiani (Fli), in sinergia con il Comitée Permanent de Liaison des Orthophonistes-Logopèdes de l’Union Europeénne (CPLOL), ha organizzato numerose iniziative su tutto il territorio nazionale.

«I Disturbi Specifici del Linguaggio – spiega Tiziana Rossetto, presidente FLI – non sono conseguenti a patologie neurologiche centrali o periferiche, né a danni organici dell’apparato articolatorio e non riguardano deficit intellettivi o situazioni di svantaggio socio-culturale Le ultime ricerche scientifiche confermano la sua origine neurobiologica: uno dei dati più importanti è che vi è un’alta percentuale di familiarità, stimata al 70%».

Hanno espressioni diverse riconducibili a tre categorie:

1. disturbo specifico dell’articolazione, in cui il bambino pronuncia male o non è in grado di pronunciare alcuni suoni che dovrebbero già essere presenti alla sua età

2. disturbo del linguaggio espressivo, in cui il bambino costruisce in modo alterato le parole (esempio poto al posto di topo) o le frasi (bimbo mangia no per il bimbo non mangia) rispetto a un coetaneo, pur comprendendo quello che gli viene detto

3. disturbo della comprensione del linguaggio, in cui le difficoltà di linguaggio sono decisamente più importanti e il bambino fatica a elaborare sia le informazioni in entrata (difficoltà di comprensione) sia quelle in uscita (difficoltà di espressione).

È fondamentale precisare la grande variabilità interindividuale per la quale è indispensabile una valutazione specifica completa. Inoltre la letteratura riferisce che le persone con Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA) presentano un pregresso disturbo di linguaggio nel 30-40% dei casi.

Teoricamente si conoscono le varie tappe dello sviluppo linguistico e l’età media in cui vengono raggiunte, ma, l’età esatta in cui il singolo bambino le raggiungerà può variare molto, e ciò dipende dalle abilità innate del piccolo ma anche dalla realtà linguistica in cui è immerso. Questo fa si che sia difficile prevedere con certezza come procederà lo sviluppo linguistico di un determinato bambino.

Vi sono, tuttavia, alcuni fattori di rischio che, se presenti nella fasci di età tra i 18 e i 30 mesi, fanno ipotizzare un possibile ritardo di linguaggio futuro, essi sono:

1. basso livello di comprensione linguistica: la comprensione del linguaggio parlato è un’abilità che generalmente precede la capacità di esprimersi

2. un ridotto uso della gestualità

3. l’età della diagnosi: più il problema viene riconosciuto tardivamente più sarà difficile porvi rimedio

4. velocità dei progressi nello sviluppo del linguaggio: ampliamento progressivo del vocabolario, comparsa di strutture frasali via via più complesse, eccetera.

Se siete preoccupati per lo sviluppo linguistico di vostro/a figlio/a l’ideale è rivolgersi a uno specialista per la prima valutazione, senza aspettare di arrivare a ridosso della scuola primaria di primo grado perché poi potrebbe non essere sufficiente il tempo a disposizione per recuperare il gap linguistico.  I logopedisti sono i professionisti sanitari incaricati di valutare e riabilitare i bimbi che presentano questi disturbi. 

Il logopedista può somministrate test specifici per valutare lo sviluppo linguistico di vostro figlio, sia in comprensione che in produzione, analizzare il linguaggio in diverse situazioni, riconoscere eventuali fattori che possono rallentare lo sviluppo linguistico e consiglia il genitore sul percorso più idoneo da intraprendere.

Dal 3 al 9 marzo è aperto un filo diretto con i logopedisti italiani: basterà chiamare il numero 049.8647936 o inviare una email a info@fli.it.
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
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