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Il bullismo fa male alla salute?

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Pubblicato il: 20-07-2004

Si direbbe di sì: le vittime del bullismo appaiono insofferenti e irrequiete, e spesso a segnali fisici di violenze si accompagnano diverse somatizzazioni: dal mal di pancia all'insonnia. Ma non drammatizziamo: forse il nostro bimbo ha solo litigato con la maestra...

Sanihelp.it - Quando un bambino o un ragazzo è vittima di azioni di bullismo, anche la sua salute ne risente. Sia a livello fisico che psicologico le ripercussioni delle violenze subite possono essere preoccupanti.  
 
All’uscita da scuola la vittima appare in uno stato psico-fisico alterato: è eccitato, stressato, irritabile. A casa è insofferente e fatica a mangiare e a prendere sonno.  
 
Per ovviare alla situazione si sconsiglia l’uso di sedativi o sonniferi, anche se leggeri.  
Meglio intervenire a livello affettivo, facendo sentire al bambino la propria rassicurante presenza nei momenti di nutrimento e di addormentamento.  
 
Ricordiamo infatti che i sintomi appena descritti non sono segnali di una patologia, ma solo riflessi di una situazione psicologica di disagio: è più utile intervenire sulle cause del malessere che curare i suoi sintomi.  
 
Inoltre «di fronte a generali sintomi di malessere quali cefalea, nausea, mal di pancia, insonnia, inappetenza, non bisogna subito allarmarsi: questi sono solo indizi, e non segnali certi di abusi», dice il dottor Masoni, psicologo.  
 
«Il bambino può apparire nervoso per un’incomprensione con la maestra, depresso per un brutto voto ricevuto, irritato per un litigio con i compagni. È sbagliato drammatizzare e pensare subito al peggio».  
 
In caso invece di segnali inequivocabili di abusi fisici (lividi, graffi, contusioni) la gravità della situazione è innegabile ed è quindi necessario prendere al più presto i dovuti provvedimenti.  
 
In ogni caso, se una tensione immotivata o un mutismo inconsueto da parte di nostro figlio suona come un campanello d’allarme, prima di drammatizzare informiamoci sui suoi comportamenti all’interno della scuola.  
 
Rivolgendoci all’intero corpo docenti e anche al personale della scuola, potremo avere una visione di nostro figlio da più angolature: in palestra, nell’intervallo, durante un’interrogazione, nell’ora di religione o nei momenti di dibattito.  
È fondamentale conoscere a fondo la sua personalità e scoprire se e come questa può cambiare dentro e fuori dalla scuola.  
 
Se avvertiamo una discrepanza tra lo stato d’animo del bimbo dentro e fuori dalla scuola, allora è evidente che in classe avviene qualcosa che lo fa star male. E quindi diventa necessario intervenire.



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Redazione Sanihelp.it

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