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L'Hiv può alterare il riconoscimento delle emozioni altrui

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Pubblicato il: 01-03-2013
Sanihelp.it - Le persone affette da hiv fanno più fatica a riconoscere le emozioni sul volto degli altri, in particolare quelle espressioni che rivelano paura e felicità. A sostenerlo, una ricerca dell'Università Cattolica di Roma condotta dalla dottoressa Eleonora Baldonero e coordinata dalla professoressa Maria Caterina Silveri.

I ricercatori hanno osservato che la fatica nel riconoscimento delle emozioni altrui si accompagna spesso ad altri problemi come deficit di memoria a breve termine e disturbi cognitivi. Potrebbe dunque esistere una relazione tra la capacità di riconoscere le espressioni facciali e altre abilità cognitive, che dipendono dall'attività di strutture cerebrali complesse come l’amigdala.

Spiega la dottoressa Baldonero: «L'aspettativa di vita delle persone con hiv/aids è notevolmente aumentata negli ultimi anni grazie alle nuove terapie antiretrovirali, con la conseguente necessità di affrontare alcuni aspetti che riguardano la loro qualità della vita, come le problematiche di tipo neurocomportamentale, che noi abbiamo analizzato nel nostro lavoro per quel che attiene l'emotività». Aggiunge la professoressa Silveri: «Abbiamo utilizzato per questo un test che consiste nel chiedere ai soggetti coinvolti nella ricerca di riconoscere le emozioni che venivano espresse attraverso il volto di attori in fotografia (test di Ekman)». 

I nostri risultati hanno indicato che i soggetti Hiv-positivi erano in grado di riconoscere alcune espressioni del volto, ma la maggior parte di loro non riconosceva l'espressione facciale della paura. Questo risultato non trova al momento un'adeguata spiegazione. Si può ipotizzare che questo mancato riconoscimento possa essere legato a tratti personali e psicologici individuali dei soggetti coinvolti nella ricerca, ma la frequenza con cui il fenomeno si osserva nei sieropositivi è troppo elevata per essere riconducibile unicamente al caso. Più verosimile è che si tratti di un'alterazione asintomatica che non si manifesta nella vita quotidiana, ma che emerge soltanto attraverso test specifici. Del resto, una serie di studi in letteratura ha indicato che altri disturbi neurocognitivi (lievi deficit di memoria e attenzione) sono evidenziabili nel 30-40% di soggetti Hiv-positivi solo attraverso test neuropsicologici, non essendo riconosciuti né dal soggetto, né dalle persone che quotidianamente si relazionano con lui». 
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Agenzia di stampa Agi

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