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Aloe come rimedio salva-vita

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Pubblicato il: 28-07-2006

Nell'aloe si nasconde una virtù: quella di preservare la funzionalità degli organi dopo una perdita di sangue. Questo significa salvare molte vite, in guerra e non.

Sanihelp.it - Il fluido dell’aloe vera potrebbe sostenere un ruolo tanto importante quanto drammatico: aiutare a mantenere in vita le vittime di traumi come i feriti di guerra, fino al momento di ricevere una trasfusione di sangue.
Infatti secondo alcuni test effettuati sui topi da un gruppo di ricerca dell’Università di Pittsburgh, il fluido appiccicoso che si trova all’interno delle foglie di aloe vera può preservare la funzionalità degli organi dopo una massiccia perdita di sangue.

«Speriamo che questo fluido possa diventare un rimedio accettabile per un problema molto importante e non solo sul campo di battaglia», sostiene il dottor Mitchell Fink, professore di medicina d’urgenza che ha guidato lo studio.
«I soldati feriti in combattimento spesso perdono quantità notevoli di sangue, e al fronte non esiste una reale possibilità di reintegrarlo in tempi sufficientemente brevi. Quando questo si verifica, le perfusione degli organi risulta inadeguata e questo porta velocemente a una serie a cascata di eventi fatali. Il personale medico dovrebbe quindi dotarsi di una piccola quantità di questa soluzione, da somministrare prima che il soldato venga inviato a una struttura medica attrezzata», ha aggiunto il medico.

Ma come si è arrivati a questa sensazionale scoperta? I ricercatori finanziati dall’agenzia governativa per i progetti di ricerca sulla difesa hanno testato la mucillagine contenuta nelle foglie di aloe, che è risultata ricca di composti zuccherini detti polisaccaridi.

Dopo avere prelevato del sangue ad alcuni topi, sono stati iniettati loro un derivato dell’aloe e una soluzione salina. Soltanto metà dei topi a cui era stata iniettata la soluzione salina sono sopravvissuti, ma ben otto su 10 di quelli che hanno ricevuto l’aloe.
In un secondo esperimento che prevedeva una maggiore perdita di sangue, cinque topi su 15 sono sopravvissuti per due ore dopo avere ricevuto l’aloe, rispetto a uno su 14 di quelli trattati con soluzione salina. Va sottolineato che dei sette animali non trattati nessuno è sopravvissuto dopo 35 minuti.

«L’aloe può forse garantire una migliore diffusione di molecole di ossigeno dai globuli rossi ai tessuti, grazie alla sua capacità di mescolarsi meglio alle cellule plasmatiche che circondano i globuli rossi», sostiene Marina Kameneva, un’esperta di sangue artificiale che ha contribuito alla ricerca.

Il trauma da perdita di sangue uccide ogni anno 70.000 persone solo negli Stati Uniti, e non unicamente sui campi di battaglia: trovare il modo per contrastarlo è un obiettivo importante, l’aloe una speranza concreta.


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