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Dieci decimi sui banchi di scuola

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Pubblicato il: 03-08-2004

L'inizio della scuola elementare è il momento giusto per un controllo della vista: in questo modo si possono individuare e correggere alcuni tra i problemi più diffusi, che spesso si scoprono proprio sui banchi di scuola. Sanihelp.it ha dato la parola a un esperto...

Sanihelp.it - La prima campanella dell’anno si avvicina, e per non farsi trovare impreparati non basta pensare alla cartella e al materiale scolastico.
È importante preoccuparsi anche della salute del neo-scolaro, e in particolare della sua vista, che sarà uno strumento fondamentale sui banchi di scuola.

Quanto è importante una visita oculistica prima dell’inizio della scuola? Lo abbiamo chiesto a Pasquale Vadalà, responsabile dell’unità operativa oculistica dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma.
«La visita oculistica in età prescolare e scolare è la tappa finale di un programma di prevenzione che prevede un esame alla nascita, uno a sei mesi, uno a un anno e uno a tre anni. Con controlli così frequenti, infatti, è possibile effettuare una diagnosi precoce, che permette di evitare danni irreparabili e garantisce un recupero visivo maggiore».

Come si effettua la visita oculistica su un bambino di sei anni?
«La differenza non sta tanto nelle modalità della visita, che sono le stesse usate sull’adulto, ma nella difficoltà di individuare i sintomi. Un adulto è in grado di accorgersi da solo di avere problemi di vista, mentre in un bambino bisogna indagare. In questo hanno un ruolo fondamentale i genitori e le maestre, che possono cogliere i campanelli d’allarme delle difficoltà visive. Se, ad esempio, in classe il bambino si avvicina molto alla lavagna o strizza spesso gli occhi, potrebbe essere affetto da miopia. Se sul banco si appoggia sempre da un lato, invece, potrebbe vedere meglio da un occhio che dall’altro, e ancora se appare svogliato e lamenta continui mal di testa, la causa potrebbe essere un’ipermetropia».

Una volta individuato il problema, quali sono le cure?
«Per curare miopia, astigmatismo e ipermetropia, i problemi più frequenti a questa età, la strada più diffusa è quella degli occhiali, che servono a evitare atteggiamenti sbagliati e a permettere una visione nitida. Per correggere le differenze di visione tra un occhio e l’altro, poi, si può ricorrere al bendaggio temporaneo dell’occhio migliore».

Può capitare che i bambini rifiutino gli occhiali? «Certo, soprattutto se sono già grandicelli e non hanno un problema troppo fastidioso. Anche in questo caso, però, l’intervento dei genitori può essere fondamentale: parlando con il figlio e cercando dei piccoli compromessi, potranno spiegargli l’importanza degli occhiali per vedere bene, e quindi per stare meglio. Un buon trucco è quello di sottolineare quanto saranno importanti per prendere la patente».

Non esiste un’alternativa meno invasiva?
Esistono le lenti a contatto, che offrono una visione panoramica migliore degli occhiali e vanno benissimo anche per i bambini. Si possono usare già dai sei mesi, e permettono una maggiore libertà nei movimenti, soprattutto nel gioco e nello sport. Oltretutto, il bambino si sentirà meno diverso dagli altri, e questa è la motivazione che spinge molti genitori e molti ragazzini a chiedere le lenti a contatto già verso gli 8-9 anni. L’unica difficoltà, soprattutto per i bambini piccoli, sta nell’insegnare ai genitori il modo corretto di metterle; per il resto non ci sono controindicazioni».

Un’ultima domanda: è possibile ricorrere al laser per correggere i difetti della vista?
«No, in età pediatrica (cioè fino ai 16-18 anni) lo sconsiglio vivamente. Innanzitutto perché i problemi rilevati a questa età non possono essere considerati definitivi, e quindi si rischierebbe di effettuare un intervento non risolutivo. Poi, per i bambini in tenera età, questo tipo di intervento richiederebbe un’anestesia per ottenerne l’immobilizzazione. Il laser va considerato una possibilità solo in situazioni limite, ad esempio quando esiste una marcata differenza tra i due occhi e il bambino non sopporta le lenti a contatto per correggerla. Ma si tratta comunque di casi rari».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ospedale pediatrico Bambino Gesù, Roma (www.ospedalebambinogesu.it)

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