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La carnitina della carne e il rischio aterosclerosi

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Pubblicato il: 08-04-2013
Sanihelp.it - Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature Medicine un elevato consumo di carne rossa si associa ad un aumentato rischio cardiovascolare non per il contenuto nella carne di colesterolo e grassi, ma per il suo contenuto in carnitina che può essere trasformato in un composto dannoso a livello cardiovascolare ad opera dei batteri della flora intestinale.

Lo studio in questione è andato a valutare i livelli circolanti di TMAO ovvero di ossido di trimetilammina che è il composto che si forma per degradazione della carnitina ad opera dei batteri intestinali nei vegani, negli onnivori e nei vegetariani e poi sono stati valutati i livelli di TMAO in quasi 3000 persone con problemi cardiovascolari.
Da questa analisi è emerso che vegani e vegetariani possono contare su un basso livello circolante di TMAO, sia perché non mangiano carne, ma anche perché la loro flora batterica intestinale è poco propensa a scomporre la carnitina in TMAO.
La composizione della flora batterica intestinale, infatti, è lo specchio di quello che mangiamo: chi mangia tante carne ha una flora batterica che di preferenza andrà a scomporre la carnitina e quindi ci saranno maggiori livelli circolanti di TMAO.

Gli studiosi hanno anche effettuato una serie di test su animali da laboratorio scoprendo che tanto maggiore era il quantitativo di carnitina che ingerivano maggiore era la loro colesterolemia e maggiore la probabilità che evidenziassero aterosclerosi.


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