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Cinque pasti al giorno per crescere sani e forti

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Pubblicato il: 23-08-2004

Durante l'infanzia il ruolo dell'alimentazione è ancora più importante. In questo periodo il bambino deve trovare il giusto fabbisogno energetico non solo per affrontare al meglio la giornata ma anche per consentire all'organismo di svilupparsi.

Sanihelp.it - Quali sono le caratteristiche principali della dieta di un bambino? Sanihelp.it lo ha chiesto al dottor Andrea Ghislelli esperto di alimentazione e ricercatore presso l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (INRAN).

«Dai due anni in poi», spiega Ghiselli, «la dieta è pressoché identica a quella dell’adulto sia in termini qualitativi sia in termini quantitativi. Chiaramente il livello calorico non può essere lo stesso, ma questo è relativo all’età e all’attività giornaliera, la differenza più grossa che si può rintracciare sta nella quantità di latte che viene ingerita».

Perché? Che cosa cambia?
«Fino a 10 anni deve essere abbondante e consiglio almeno mezzo litro al giorno. Col passare degli anni il suo consumo tende a diminuire.
I motivi sono essenzialmente due: Il latte apporta grassi saturi e più andiamo avanti con gli anni più bisogna stare attenti e inoltre in molte persone insorge intolleranza a questo alimento».

Quanti pasti deve fare un bambino e come vanno distribuiti durante la giornata?
«Esiste un'unica formula: distribuire i pasti lungo l’intero arco della giornata. E questo vale per tutti: adulti bambini e anziani. Per i bambini, che sono una categoria molto sensibile a un eventuale disequilibrio l’attenzione deve essere ancora maggiore».

La distribuzione della quantità calorica può essere così strutturata:
 
colazione 20%
merenda di metà mattina 10%
pranzo 20 – 30 – 40% (dipende dalle abitudini e dalle fatiche giornaliere)
spuntino di metà pomeriggio 10%
cena 20 – 30 – 40% (in base a quanto si è mangiato a pranzo)


Quali sono gli errori che vengono commessi più comunemente?
«Il più grave è quello di saltare la colazione. O di dare al primo pasto della giornata scarsa importanza.
Bisogna capire che l’organismo, allo stesso modo in cui non deve essere sovralimentato non deve mai trovarsi in condizioni di digiuno. Da questo deriva la divisione in cinque pasti giornalieri, con un intervallo di circa tre ore tra un pasto e l’altro. In quest’ottica capiamo facilmente come la prima colazione è importantissima perché è il primo pasto dopo 7-8 ore di sonno».


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Redazione Sanihelp.it

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