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Oncologia pediatrica

Bambini: l'aiuto delle arti marziali

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Pubblicato il: 09-04-2013

Affrontare la malattia con la pratica delle arti marziali e del rilassamento: il progetto Kids Kicking Cancer festeggia un anno di attività. Quali sono i benefici per i più piccoli?

Bambini: l'aiuto delle arti marziali © Photos.com Sanihelp.it - La malattia è un evento che sconvolge profondamente la vita di chiunque si trovi ad affrontarla, nel caso dei bambini poi le difficoltà possono essere molteplici, così come le implicazioni emotive e sociali. Nascono così alcuni progetti dedicati ai piccoli pazienti oncologici; uno di questi è promosso da Kids Kicking Cancer, un’organizzazione non profit nata negli Stati Uniti e che utilizza le tecniche e la filosofia proprie delle arti marziali per aiutare i bambini affetti da cancro e da gravi malattie croniche ad affrontare e gestire meglio la propria malattia a la propria quotidianità. 

In Italia Kids Kicking Cancer festeggia un anno di attività in cinque ospedali (Ospedale Bambino Gesù di Roma, Onco Ematologia Pediatrica del Policlinico Umberto I a Roma, Ospedale Pediatrico Meyer a Firenze, Onco Ematologia Pediatrica del Policlinico San Matteo a Pavia e Onco Ematologia Pediatrica dell’Ospedale Santa Chiara a Pisa), con circa cinquanta bambini iscritti, di cui più di trenta partecipano attivamente agli incontri settimanali. «Siamo molto orgogliosi del risultato finora ottenuto. Il nostro obiettivo è quello di aiutare il più ampio numero possibile di bambini, avviando collaborazioni con altre strutture ospedaliere specializzate in pediatria in tutta Italia», afferma Fanny La Monica, presidente di KKC Italia.

Gli istruttori affiancano i bambini sia nella degenza, sia nella riabilitazione extra-ospedaliera, promuovendo lezioni e corsi pratici per allenare il corpo e la mente, attraverso l’insegnamento di semplici esercizi. «Le arti marziali possono contribuire a educare tutti i bambini, perché insegnano la disciplina e il rigore», sostiene Rosalba Forciniti, Medaglia di Bronzo di Judo per l’Italia alle Olimpiadi di Londra 2012 e testimonial dell’associazione. «Ciò vale ancora di più per i piccoli malati, in quanto tali tecniche consentono di affrontare meglio lo stress della malattia e delle terapie, ma soprattutto danno un senso alla sofferenza e alla rabbia, favorendo positivamente la risposta psicologica ed emotiva».

«Curare vuol dire prendersi cura a 360° del benessere psico-fisico dei pazienti e delle loro famiglie. L’esperienza che abbiamo avviato con Kids Kicking Cancer si è dimostrata una scelta efficace nel contributo al miglioramento della qualità di vita dei piccoli pazienti. Il loro contatto con attività ludico-sportive aiuta senza dubbio a canalizzare positivamente le tensioni legate al percorso di diagnosi e cura», spiega Franco Locatelli, Direttore del Dipartimento di Onco-ematologia pediatrica del Bambino Gesù. 
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa Kids Kicking Cancer Onlus

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