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Dopo la diagnosi

I marcatori tumorali

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Pubblicato il: 16-04-2013

Qual è il ruolo dei marcatori potenzialmente presenti nel sangue in ambito oncologico? Come e quando vi si ricorre? Quali sono? Scopriamolo insieme.

I marcatori tumorali © Photos.com Sanihelp.it - I marcatori potenzialmente presenti nel sangue hanno un ruolo importante in ambito oncologico. Ce lo spiega la dottoressa Lorenza Rimassa, Vice Responsabile dell’Unità operativa di Oncologia Medica e Dirigente medico presso Humanitas Cancer Center.

Il dosaggio dei marcatori tumorali mediante analisi del sangue è una pratica importante in oncologia, ma vi si deve ricorrere in una seconda fase. Non è infatti possibile stabilire mediante questi valori se un tumore sia presente o meno all’interno dell’organismo; allo stesso modo, se i marcatori sono negativi, non è detto che la malattia non sia in corso. I markers tumorali non sono dunque adatti per fare diagnosi o negli screening: li utilizza lo specialista a seguito di una diagnosi tumorale, scegliendo di procedere al prelievo del marcatore o dei marcatori più indicativi a seconda della malattia. I marcatori, se alterati, possono essere utili infatti per seguire l’andamento della patologia insieme ai più classici esami.

È importante sottolineare come non sia opportuno eseguire questi prelievi prima di aver effettuato una diagnosi, perché non sempre i marcatori sono correlati alla patologia e valori alterati possono spaventare o allarmare inutilmente. Alcuni soggetti infatti possono avere i valori di determinati marcatori più alti rispetto ai range stabiliti dai laboratori per caratteristiche personali, senza che vi sia una patologia in corso. I marcatori inoltre possono anche essere alcune volte legati ad altre malattie, non necessariamente oncologiche.

I marcatori più comuni in ambito oncologico sono:

Alfafetoproteina (AFP). È il marcatore del tumore al fegato, ma può innalzarsi anche in presenza di rigenerazione epatica, come nella cirrosi e nell’epatite virale. Vi si ricorre anche nei tumori germinali.

Antigene carboidrato 15-3 (CA 15-3). È associato al tumore mammario. Valori falsamente positivi possono essere causati da patologie reumatiche.

Antigene carboidrato 19-9 (CA 19-9). È associato ai tumori gastro-enterici (colon-retto, stomaco, pancreas, vie biliari). Valori positivi possono essere riscontrati anche in caso di ittero, malattie infiammatorie intestinali, diabete.

Antigene carboidrato 125 (CA 125). È il marcatore del tumore ovarico. Valori falsamente positivi si possono trovare in presenza di versamento pleurico o versamento ascitico anche di natura benigna e in caso di cisti ovarica. 

- Antigene carcinoembrionario (CEA). È associato ai tumori gastro-enterici (colon-retto, stomaco, pancreas, vie biliari). Può innalzarsi anche in presenza di altre patologie neoplastiche (ad es. seno, polmone), o in assenza di patologie specifiche, come nei fumatori.

- Antigene prostatico specifico (PSA). Marcatore specifico della prostata e non solo del tumore: può elevarsi anche in caso di ipertrofia prostatica benigna.

- Enolasi neurone specifica (NSE). Marcatore dei tumori neuroendocrini e del tumore polmonare a piccole cellule, una delle forme di tumore del polmone.

- Gonadotropina corionica umana (HCG). Marcatore dei tumori germinali; viene usato come marcatore di alcuni tumori del testicolo e dell’ovaio in associazione con l’AFP.
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Dottoressa Lorenza Rimassa, www.cancercenter.it

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