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Recenti scoperte sull'emicrania: ruolo degli ormoni

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Pubblicato il: 17-01-2002

Secondo un recente studio, una irregolarità degli ormoni prodotti dall'ipotalamo, l'area cerebrale che regola funzioni vitali come la fame e la temperatura corporea, potrebbe essere fonte di emicranie croniche.

Sanihelp.it - Secondo il dott. Mario Peres, autore dello studio, questa scoperta fornisce una speranza al 2-3% della popolazione afflitta dal mal di testa invalidante in quanto farmaci regolatrici di questi ormoni potrebbero prevenire o ridurre i dolori provocati dall’emicrania.

“Si pensa che il coinvolgimento dell’ipotalamo sia uno dei meccanismi che possono stare alla base dell’emicrania cronica”, dichiara Peres, del Sao Paulo Headache Center in Brasile. “le implicazioni cliniche che ne derivano sono il potenziale uso di farmaci che interferiscono con la neurotrasmissione dopaminergica e supplementare l’apporto di melatonina, anche se sono necessarie ulteriori prove cliniche a supporto di questa idea”.

Secondo lo studio, i sofferenti di emicrania cronica hanno un livello di cortisolo più alto rispetto ai sani. Il cortisolo, un ormone stimolato dallo stress, è coinvolto nel controllo della pressione sanguigna e del metabolismo degli zuccheri nel sangue. Altro dato riscontrato sono i livelli di melatonina, l’ormone che controlla il sonno, che viene prodotta a ritmi ritardati. Circa metà dei pazienti affetti da mal di testa riportavano un ritardo nel picco di produzione di melatonina (mentre nei soggetti sani questo era assente) mentre in quelli affetti da emicrania ed insonnia i picchi di concentrazione di melatonina erano più bassi.

Normalmente i livelli di melatonina raggiungono picchi massimi da 6 a 8 ore dopo il tramonto, ma nei soggetti malati di emicrania sono stati riscontrati picchi anche verso le 3 del mattino, spiega Peres.

Secondo lo studio inoltre, i livelli di prolattina, un ormone che viene prodotto durante la gravidanza per stimolare la produzione di latte, erano minori tra le persone affette da emicrania. Questo ormone è parzialmente regolato da una sostanza chimica chiamata dopamina.

Non sono state invece rilevate differenze nelle concentrazioni di ormone della crescita tra pazienti malati e sani, secondo i risultati pubblicati sulla rivista Journal of Neurology, Neurosurgery and Psychiatry.

Le emicranie croniche possono svilupparsi assieme ad altre condizioni, come la depressione, i disordini ansiogeni e l’insonnia. La causa delle emicranie croniche è spesso sconosciuta, nonostante la loro gravità riduca la qualità di vita degli ammalati e provochi un danno economico alla comunità.

Per esaminare se l’ipotalamo, un’area coinvolta in altri tipi di mal di testa, potesse giocare un ruolo in queste cefalee, gli studiosi hanno raccolto ad intervalli di un’ora campioni di sangue di 17 persone affette da emicranie croniche e di 7 individui sani con un’età media di 31 anni. Il team ha misurato i livelli dei quattro ormoni, descritti più sopra, durante la notte.

I risultati dello studio sembrano confermare il coinvolgimento dell’ipotalamo nella patofisiologia dell’emicrania cronica ed è quindi necessario indirizzare la sperimentazione clinica sulla terapia con farmaci che agiscono sulla produzione ipotalamica degli ormoni.


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Redazione Sanihelp.it

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