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Storia d'amore di una sirena

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Pubblicato il: 30-08-2004

“Il volo della sirena”, biografia romanzata di una transessuale che con coraggio combatte i pregiudizi della società per dichiarare la sua identità sessuale e affermare che il sesso è nell'anima, non nel corpo

Sanihelp.it - Transessualità, pedofilia, prostituzione, stupri: sembra impossibile da credere, ma questi sono gli elementi principali di una straordinaria storia d’amore. È la vicenda, eccezionale ma vera, di Diana Casas, transessuale colombiana nata maschio e poi diventata, dopo un tortuoso percorso di costruzione di un’identità sessuale, donna.

L’autrice, Liliana Giménez, compie nel suo libro una specie di “miracolo”, riuscendo a far ruotare intorno al tema principale (la disperata ricerca di un amore puro, sincero, autentico da parte della protagonista) temi di bruciante attualità come l’intolleranza per i diversi, la discriminazione sessuale, gli abusi sui minori nascosti e perpetrati in famiglia.

Vittima dell’ignoranza e del silenzio, nonostante il suo sesso maschile la protagonista trascorre l’infanzia nella convinzione di essere femmina.

Del resto, il mondo non fa che ricordarle la sua predisposizione femminile: il nomignolo infantile, Baby, presenta una voluta ambiguità, i lineamenti sono femminei e delicati, i coetanei sono incapaci di picchiarla o di insultarla, i compaesani vogliono eleggerla Miss del quartiere e durante il servizio militare gli uomini cercano in tutti i modi di sedurla.

Ma la famiglia le ordina di rispettare la sua natura di uomo e la colpevolizza per le attenzioni maschili subite.

Tuttavia, anche se imprigionata in un corpo maschile, la sua anima femminile alla fine esplode: a 18 anni, da Baby sboccia Diana.
Cambiando sesso, Diana afferma un nuovo modo di essere: la descrizione della sua metamorfosi è il racconto di una nuova disposizione mentale, non semplicemente di un cambiamento di genitali: «Ti senti un’altra, e invece questa volta sei proprio tu. Persino i profumi, i colori e i gusti sono cambiati».

Con questa narrazione autentica e non morbosa sulla transessualità, l’autrice non vuole indurre il lettore a giudicare, ma mira a far conoscere questa tematica al di là delle barriere e dei preconcetti che le ruotano attorno:
«Ancora molta gente associa la transessualità con la perversione, invece di considerarla come condizione di vita. Nessuno dovrebbe giudicare ciò che non conosce».
Ecco perché l’introspezione psicologica è imperante nel libro: fiumi di pensieri, sentimenti, emozioni percorrono la storia immergendoci nell’anima delicata e sensibile di Diana.

Il libro è il trionfo della sintesi, dell’abbraccio fra i contrari, della fusione degli opposti, infatti debutta con una bellissima poesia, Angelo profano, tutta costruita su antitesi e ossimori che anticipano già la natura ambivalente della protagonista.

E non è un caso che da bambina Baby ami disegnare sirene: donne bellissime, ma anche esseri doppi e asessuati, come lo è lei all’inizio della sua dolorosa ricerca.

E dopo aver disegnato per anni sirene tristi, alla fine Baby trova il ritratto di una sirena alata. In effetti l’origine di questo mito narra di sirene-uccelli, e il volo finale della sirena Diana è la conquista della sua sessualità e dell’amore tanto cercato.



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