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La dieta mediterranea un'alleata contro l'iperuricemia

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Pubblicato il: 22-04-2013
Sanihelp.it - Secondo un articolo pubblicato sulla rivista Journals of Gerontology Series A: Biological Sciences and Medical Sciences le persone che seguono la dieta mediterranea hanno livelli di acido urico nei limiti raccomandati ovvero gli uomini non evidenziano un’uricemia maggiore dei 7 mg/dl e le donne non superiore a 6 mg/dl.

Avere un’uricemia fuori controllo, invece, aumenta il rischio di soffrire di malattie come il diabete di tipo 2, sindrome metabolica, ipertensione, gotta.
Le persone che seguono la dieta mediterranea sono quelle che privilegiano il consumo di frutta e verdura, legumi, cereali integrali, fanno un consumo molto moderato di alcolici, usano come unico condimento l’olio extra vergine di oliva, consumano più carne bianca che carne rossa e consumano pesce regolarmente.
Partendo da questi presupposti gli autori dello studio hanno seguito quasi 7500 persone, uomini di età compresa fra i 55 e gli 80 anni e donne di età compresa fra i 50 e gli 80 anni, nessuno di loro con patologie cardiovascolari a inizio studio, ma afflitti o da diabete di tipo 2 o da malattie coronariche.

I volontari sono stati casualmente assegnati a seguire la dieta mediterranea che prevedeva o un maggior consumo di olio d’oliva o di frutta secca o hanno seguito una dieta molto povera di grassi.
Si è visto che le persone che hanno beneficiato maggiormente della dieta mediterranea sono state le più anziane che hanno notato una diminuzione dell’uricemia e quindi un miglioramento di tutte le condizioni associate seguendo dunque un’alimentazione di tipo mediterraneo, ma senza impegnarsi in una dieta volta al calo ponderale o in un’attività sportiva di sorta.


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Eurekalert

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