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Troppi grassi provocano insulino-resistenza

Gravidanza: la dieta influenza il peso del bebè

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Pubblicato il: 07-05-2013

Parte uno studio per verificare il legame tra dieta in gravidanza e obesità infantile. La futura mamma deve stare attenta ai grassi. Ecco 9 consigli utili.

Gravidanza: la dieta influenza il peso del bebè © Photos.com Sanihelp.it - Quanto incide la dieta adottata della mamma durante la gravidanza sul rischio per il neonato di sviluppare obesità e sindrome metabolica nei primi anni di vita? Che ruolo giocano i grassi in questo processo? Uno studio coordinato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, e condotto in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma, darà risposta a questi quesiti.

In Italia l’idea di studiare come i grassi della dieta materna possano influire sull’espressione del nostro patrimonio genetico (epigenetica neonatale) è unica nel suo genere: nell’ambito del progetto di ricerca, finanziato dal Ministero della salute, saranno dapprima studiate 1.000 donne in gravidanza per l'intera durata della gestazione, mentre i nascituri verranno monitorati nei 12 mesi successivi.

Tra i fini dello studio quello di valutare le modificazioni epigenetiche del DNA indotte dalla dieta materna che possono, quindi, in parte spiegare la trasmissione dell’obesità da una generazione all’altra e l’aumento dell’incidenza di obesità e complicanze cardiovascolari in età pediatrica (tra cui il diabete mellito e il fegato grasso).
Secondo gli ultimi dati ufficiali, nel nostro Paese il 25% dei bambini è in sovrappeso, con un picco che si registra nella fascia d'età 9-11 anni, mentre il 13% è addirittura obeso.

I ricercatori partono dall’ipotesi che un bambino nato da una madre che si è mal alimentata (mangiando molti grassi saturi) durante la gravidanza, possa nascere maggiormente resistente all’azione dell’insulina. La patologica risposta all’azione di questo ormone causa obesità.

«I geni ci predispongono a sviluppare insulino-resistenza, obesità e complicanze cardiovascolari che rientrano nella sindrome metabolica – spiega Melania Manco, endocrinologa nutrizionista dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e coordinatrice del progetto -. L’ambiente, cioè la dieta, nonché l’esercizio fisico possono modulare tale rischio, influendo sull’espressione dei geni stessi, soprattutto in periodi particolari come la vita intra-uterina.

Ipotizziamo, quindi, che i grassi assunti con la dieta dalla mamma in gravidanza possano influire sul feto inducendo delle modificazioni permanenti dell’espressione dei suoi geni. Queste modificazioni potrebbero pertanto predisporre il feto a diventare obeso».

In attesa dei risultati, ecco quindi una serie di consigli pratici per la donna in gravidanza, stilati dal Ministero della salute, per non esagerare con la quota dei grassi.  

1. Evitare cibi precotti o conservati in scatola che, in genere, contengono additivi. 
2. Evitare il consumo di grassi animali (burro, lardo) e preferire l’olio extravergine d’oliva.
3. Evitare caramelle, bevande zuccherate, pasticceria, cioccolato, cibi fritti, condimenti molto elaborati.
4. Consumare latte e/o yogurt, preferibilmente a ridotto contenuto di grassi.
5. Ridurre al minimo il consumo di carboidrati raffinati (zucchero, dolci, gelati) preferendo modiche quantità di pasta, pane, patate.
6. Preferire le carni magre tipo pollo, tacchino, manzo cucinate alla griglia o in forno o in umido.
7. Preferire pesci tipo sogliola, merluzzo, nasello, trota, palombo, dentice, orata cucinati alla griglia o al cartoccio o al vapore o in umido. Evitare i pesci conservati sott’olio o in salamoia. 
8. Consumare non più di 2 uova a settimana, cucinate alla coque o in camicia o frittata cotta al forno o in padelle antiaderenti (quindi senza condimenti).
9. Preferire i formaggi freschi tipo mozzarella, ricotta o crescenza.
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ospedale pediatrico Bambin Ges¨ di Roma e sito del MInistero della salute www.salute.gov.it

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