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Quando il piccolo è allergico al pet

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Pubblicato il: 14-05-2013

Dai criceti ai conigli, impennata di allergie da roditore nei bambini. E spuntano anche gli animali trendy, come i furetti. Come difendere i piccoli da asma e altri disturbi.

Quando il piccolo è allergico al pet © Photos.com Sanihelp.it - Non è di stagione e può tormentare tutto l’anno: è l’allergia al pelo degli animali - in pole position i gatti - che interessa almeno il 10% dei bambini. «Il responsabile di questo tipo di reazioni allergiche in realtà non è il pelo, ma una proteina, l’albumina, che si trova nella saliva, nelle ghiandole sebacee e nel sudore – spiega Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - Questo allergene viene poi sparso sulla pelliccia quando cani e gatti si leccano per lavarsi».

Trattandosi di una molecola molto piccola e volatile (90 antigeni su 100 volano), è molto più dannosa di quanto la sua concentrazione non indichi: dal mantello dell’animale, si diffonde facilmente nell'aria, attaccandosi al corpo, e ai vestiti delle persone, rimanendo negli ambienti domestici anche per lungo tempo, con grande difficoltà di eliminazione.

E in fatto di allergie al pelo animale una new entry degli ultimi anni è quella ai roditori, o meglio ai cosiddetti nuovi animali domestici: criceti, cavie e conigli nani. «Da quando sono diventati animaletti da compagnia, sempre più diffusi in casa - prosegue Fiocchi - tra bambini e ragazzi si è registrata un’ascesa delle reazioni allergiche. Questo trend in crescita si rileva a livello nazionale e anche tra i piccoli pazienti del Bambino Gesù: circa 3 su 100 manifestano questo tipo di allergia. Non solo: come indicano le ultime segnalazioni giunte dalla Francia, a provocare fastidiose reazioni, prima tra tutte l’orticaria da contatto, sono anche gli animali alla moda come i furetti».

L’albumina contenuta nella saliva degli animali domestici ha una struttura analoga all’albumina bovina, pertanto i bambini allergici al gatto e al cane spesso sono allergici anche al latte. Viceversa (e questo si rileva soprattutto negli adolescenti) i ragazzi allergici al latte e alla carne bovina presentano un rischio altissimo di sviluppare l’allergia ai felini.

Che siano provocate da gatti e cani (in particolare a Fido è allergico circa l’8% dei bambini), da roditori casalinghi o da animali trendy, le reazioni allergiche possono manifestarsi sotto forma di rinite, congiuntivite, orticaria, dermatite da contatto. Ma il sintomo principale è l’asma: le particelle allergizzanti attaccano i piccoli bronchi che si chiudono; l’ossigeno in circolazione si riduce e si genera una condizione di ipossia. La reazione asmatica provocata da questo allergene è spesso difficile da riconoscere perché non dà tosse né la tradizionale percezione di mancanza di fiato.
Premesso che il trattamento più efficace sarebbe evitare il contatto con la fonte del problema, le terapie sono quelle adottate per altri tipi di allergia: in caso di rinite acuta si ricorre agli antistaminici e al cortisone spray; per le manifestazioni asmatiche si può intervenire con cicli di corticosteroidi; per la congiuntivite si utilizzano colliri antistaminici o pomate cortisoniche.

Per una azione di prevenzione si ricorre ai vaccini che possono essere somministrati sia per via sottocutanea che sublinguale. L’iter di desensibilizzazione specifica è piuttosto lungo - dura circa 3 anni – ma risulta particolarmente efficace contro gli attacchi dell’allergene.

Infine una curiosità: anche i migliori amici dell’uomo, i cani, possono sviluppare dermatite da contatto. La cosa singolare è che in alcuni casi è stato dimostrato che a scatenare la fastidiosa reazione allergica è stato uno specifico tipo di pelo: quello dell’uomo. 


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - IRCCS

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