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Alcol: meglio poco che niente

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Pubblicato il: 09-09-2004

Tra gli effetti collaterali dell'alcol c'è quello di sviluppare disturbi mentali degenerativi in età anziana. Ma ora si è scoperto che questo vale anche per chi non beve mai...

Sanihelp.it - I consumatori abituali di alcolici, soprattutto se di mezz’età, hanno una possibilità doppia rispetto ai bevitori occasionali di sviluppare modesti disturbi mentali in una fase successiva della loro esistenza.

A sostenerlo è un gruppo di ricercatori del Karolinska Institute di Stoccolma, che ha studiato alcuni soggetti che avevano partecipato a un sondaggio sulle proprie abitudini rispetto al bere per uno studio realizzato in Finlandia nel 1972 e nel 1977.

Nel 1998 gli scienziati hanno convocato 1018 di questi individui per sottoporli a un nuovo esame e a una valutazione cognitiva.
Dopo avere rilevato che circa il 30% dei soggetti non aveva mai bevuto alcolici, il 40% ne beveva non abitualmente e il 30% beveva spesso, gli autori hanno scoperto che la probabilità che i bevitori abituali e i non bevitori sviluppassero modesti disturbi mentali in età anziana risulta doppia rispetto a quella dei bevitori occasionali.

Il rischio di un lieve declino cognitivo, insomma, sembra seguire un andamento a U, dove i picchi di rischio riguardano sia i non bevitori sia i bevitori abituali: pur non volendo incoraggiare il consumo di alcolici, bere qualche bicchiere ogni tanto risulta la scelta migliore.

Ma da cosa dipende il collegamento tra consumo di alcol e rischio di demenza? I ricercatori lo hanno ricondotto alla presenza di una mutazione genetica definita apolipoproteina e4: nei portatori di questa mutazione il rischio di sviluppare una demenza aumenta in coincidenza con un maggiore consumo di alcolici.

La dottoressa Miia Kivipelto, coordinatrice dello studio, ha sottolineato però che non è ancora chiaro in base a quale meccanismo un modesto consumo di alcolici possa risultare protettivo per le funzioni mentali. «Forse si tratta di fattori sociali o riguardanti lo stile di vita associati ad alcune abitudini dei bevitori. Per questa ragione», ha concluso, «consumare più alcolici non deve essere considerata una misura di prevenzione della demenza».

Chi è in cerca di una scusa per i propri eccessi, insomma, dovrà puntare altrove.


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Redazione Sanihelp.it

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