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La condizione assistenziale dei malati oncologici

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Pubblicato il: 20-05-2013
Sanihelp.it - Nella metà degli ospedali italiani mancano i servizi di riabilitazione, fondamentali per la qualità di vita dei pazienti colpiti da tumore; laddove presenti, sono quasi esclusivamente disponibili per la riabilitazione delle donne operate per tumore al seno. La situazione dell’assistenza domiciliare presenta profonde differenze regionali. Nella distribuzione dei centri di Radioterapia oncologica salta all’occhio la disomogeneità territoriale: dei 184 totali, 83 si trovano al Nord, 51 al Centro e 50 al Sud. Gli acceleratori lineari, apparecchiature fondamentali per i trattamenti radioterapici, sono ben al di sotto degli standard europei: ve ne sono 361, con una media nazionale di 6.1 per un milione di abitanti (quella attesa dalla UE è compresa fra 7 e 8). Buone notizie circa i servizi di terapia del dolore, presenti nell’85% delle realtà sanitarie (89% al Nord, 81% al Centro, 80% al Sud-Isole); si registra anche una maggiore attenzione al benessere mentale dei pazienti.

I dati emergono dal V Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici. «La maggior disponibilità dei servizi rispetto al passato, che emerge dall’analisi – sottolinea il professor Francesco De Lorenzo (presidente FAVO, Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia) -, è però ancora lontana dal garantire a tutti i pazienti oncologici una vera presa in carico globale e un percorso coordinato che integri le terapie antitumorali e le cure riabilitative e palliative nell’intero percorso assistenziale, raggiungendo l’obiettivo di ottimizzare la qualità della vita».

«L’estensione dei servizi di terapia del dolore – afferma il professor Stefano Cascinu, presidente AIOM – è sicuramente frutto dell’applicazione della legge 38 del 2010 e dell’impegno del Ministero della Salute. Sono infatti aumentati negli ultimi anni, passando dal 72% nel 2006 all’85% nel 2012. In crescita anche le cure palliative, erogate dal 65% delle strutture ospedaliere. Sappiamo che molti sintomi correlati al cancro, il dolore in particolare, si possono manifestare in tutte le fasi della malattia. Associati ai disagi psicologici, sociali e familiari, hanno un impatto determinante sul peggioramento della qualità della vita. Negli ultimi anni un numero consistente di studi ha dimostrato l’utilità di associare in modo sistematico alle terapie antitumorali il trattamento dei sintomi causati dal cancro, ottenendo non solo un beneficio su tutti i parametri di qualità della vita, ma anche, in alcuni casi, un allungamento della sopravvivenza». 
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa FAVO

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