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Portafogli vuoto bimbi stressati

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Pubblicato il: 20-09-2004

Appartenere a una famiglia disgregata, di modesto tenore socio-economico ed essere di sesso femminile. È questa la strada maestra che porta alla formazione di problemi psichici nei preadolescenti. Ecco i risultati di una ricerca promossa dall'Irccs Eugenio Medea.

Sanihelp.it - Uno studio per descrivere i disturbi mentali più comuni in età preadolescenziale e per valutare l’effetto che alcune variabili socio-demografiche hanno sui più piccoli. Questo è Prisma : una ricerca promossa dall’Irccs Eugenio Medea di Bosisio Parini in provincia di Lecco, alla quale hanno partecipato ospedali, dipartimenti universitari e unità sanitarie di tutto lo stivale.

L’indagine è stata strutturata in due parti: in un primo tempo una fase di screening ha valutato l’insorgenza di problemi mentali in un vasto gruppo di fanciulli (più di tremila studenti che frequentano scuole statali e private di Roma, Lecco, Conegliano, Pisa, Milano, Rimini e Cagliari) in un secondo tempo, e in un gruppo più ristretto, un’analisi clinica ha permesso di approfondire la ricerca.

E le sorprese non sono mancate. Per esempio da sempre si pensa che i maschietti sono più aggressivi e agitati delle femminucce. Bene non è assolutamente vero. E che la ricchezza da sola non porta al benessere: durante lo studio è emerso un legame tra livello socio-economico familiare e insorgenza di problematiche psichiche. Anche la differenza tra vita di città e di provincia è destinata a cadere dopo questa ricerca perché non sono emerse differenze sostanziali.

Il fattore esterno che ha più peso sulla salute mentale del bambino è sicuramente quello dei problemi di coppia dei genitori. In sintesi quasi il 20% dei fanciulli intervistati ha presentato un disagio psichico.

L’analisi clinica ha permesso di valutare in quali casi questo disagio si è trasformato in malattia. È stato osservato che ogni 1000 bambini 90 manifestano una patologia psichica.

L’ansia è il disturbo più frequente (7%) che si rivela principalmente come disturbo ossessivo compulsivo, post traumatico da stress e agorafobia. In percentuali minori (intorno all’1-2%) sono stati registrati disturbi depressivi, ADHD e disturbi della condotta.

È significativo osservare che in ogni scuola ci sono numerosi soggetti con disturbi psichici senza contare quelli che hanno disturbi specifici di apprendimento. L’importanza di una diagnosi precisa che inquadri subito il problema diventa pertanto fondamentale. Il nuovo padiglione per la diagnosi, la ricerca e la cura delle patologie dello sviluppo, che sarà inaugurato sabato 25 settembre all’istituto Medea, potrà sicuramente essere di aiuto.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Irccs Eugenio Medea

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