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Parodontite: chi riconosce i sintomi può salvare i denti

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Pubblicato il: 03-06-2013
Sanihelp.it - Gli italiani attribuiscono scarsa importanza alla prevenzione della propria salute orale e sottovalutano i sintomi più insidiosi. Solo il 39,1% dedica adeguata attenzione alla cura dei denti, solo il 36,3% fa visite di controllo periodiche e poco meno di un terzo esegue periodicamente sedute di igiene orale professionale. È quanto emerge dall’indagine condotta da Astra Ricerche nel mese di aprile 2013 per conto dell’Istituto di Ricerca e Formazione in Microdentistry.

Secondo la ricerca, gli italiani si preoccupano solo quando i problemi dentali diventano gravi ed evidenti. Il 63,5% è preoccupato dalla presenza di pus e il 61,5% se i denti si muovono, mentre sembrano sottovalutare sintomi all’apparenza meno gravi ma molto pericolosi, come le gengive sanguinanti, abbassate o infiammate. La scarsa preoccupazione porta a una limitata attività di prevenzione: per gli italiani sembrano essere sufficienti le sane abitudini quotidiane (59% non fumare, 55,1% spazzolare bene i denti, 54,4% lavare i denti dopo ogni pasto). 

La situazione è ancor più critica quando si parla di parodontite, che colpisce oltre il 60% della popolazione. Solo il 31,2% degli italiani ha una conoscenza adeguata della malattia. Circa la metà riconosce nel sanguinamento delle gengive un problema correlato alla parodontite e solo il 35,3% sa che l’alitosi è uno dei primi sintomi. Quasi il 40% crede ancora che sia una malattia non curabile.

La scarsissima conoscenza dei sintomi (sanguinamento e alitosi) impatta sulla prevenzione: la perdita dei denti infatti è l’esito finale della malattia, che può essere evitato grazie a un’azione tempestiva alla comparsa dei primi sintomi. Dall’indagine emerge che solo un terzo degli italiani sa che la parodontite potrebbe essere evitata con i controlli periodici dal dentista e solo 11,3% è a conoscenza del trattamento non chirurgico con uso combinato di microscopio operatorio e laser ad alta potenza, elementi chiave della terapia MicroFotoDinamica.

L’integrazione del laser ha dimostrato la sua efficacia grazie ad alcune caratteristiche e al modo in cui il raggio interagisce con i tessuti coinvolti. Fra i principali vantaggi vanno considerati l’effetto battericida, la rimozione dell’epitelio sulculare infetto e del tessuto di granulazione, nonché gli effetti antiflogistico, antiedemigeno e biostimolante. L’impiego del laser in alternativa al bisturi, al trapano e ai tradizionali protocolli chirurgici assicura un trattamento meno invasivo, meno doloroso, più preciso e dai risultati migliori.

Secondo l’indagine, le caratteristiche della terapia MicroFotoDinamica che sembrano suscitare maggiormente l’attenzione degli italiani sono tre: terapia non invasiva (57,5%), eliminazione di batteri e virus anche laddove non arrivano i medicinali (57,3%), lunga durata dei risultati (57,3%). Gli italiani hanno ben chiare le caratteristiche di un trattamento per la parodontite: risultati sicuri (81,2%) e duraturi nel tempo (80,6%). Pare invece contare poco l’aspetto economico (23,9%) e l’azione immediata (23,5%). 


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Conferenza Stampa Malattie dentali e parodontite: la prima fotografia completa sul vissuto e le abitudini degli italiani, Milano, 29 maggio 2013, Istituto di Ricerca e Formazione in Microdentistry, Excellence Dental Network e Astra Ricerche

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