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Tumore al polmone: in aumento tra le donne

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Pubblicato il: 04-06-2013

Rappresenta uno dei big killer mondiali: in Italia è il terzo tumore più diffuso e nel 2012 un quarto delle nuove diagnosi sono state registrate tra la popolazione femminile.

Tumore al polmone: in aumento tra le donne © Photos.com Sanihelp.it - Sono state 38.500 le nuove diagnosi di tumore al polmone registrate nel 2012 nel nostro Paese, di cui un quarto tra le donne. Dai dati relativi al 2012 emerge un aumento del 14,6% del numero di casi di carcinoma polmonare rispetto al 2000, quando erano 33.570. La differenza è ancora più marcata se si prende in considerazione la popolazione femminile: dal 2000 al 2012 i casi di tumore al polmone sono aumentati del 57,8% passando da 6.080 a 9.600, anche se i più colpiti restano gli uomini con 28.900 casi. 

L’aumento dell’incidenza di tumore al polmone nella popolazione femminile può essere messa in relazione all’andamento del principale fattore di rischio: il fumo di sigaretta. Negli ultimi decenni, l’abitudine al fumo mostra un trend in discesa per gli uomini, ma si registra un aumento della percentuale di fumatrici. «Considerata la stretta correlazione fra il tumore del polmone e l’abitudine tabagica - spiega Silvia Novello, pneumo-oncologa presso l’A.O.U. San Luigi di Orbassano (TO) e presidente dell'associazione Walce Onlus - il tumore polmonare viene ancora considerato una colpa, soprattutto rispetto ad altre malattie tumorali in cui non vi siano fattori di rischio legati a un vizio. Oltre a ciò, non va trascurato che il 15% circa dei pazienti affetti da questa malattia non ha mai fumato e che di questi pazienti la maggior parte sono donne».


Le due forme principali di tumore al polmone sono due: il carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC) e il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), che costituisce la forma più comune con l’85% dei casi. Alcune forme di tumori NSCLC sono caratterizzati da mutazioni attivanti del recettore del fattore di crescita epidermico (EGF) che modifica le strutture della proteina EGFR conducendo a una accelerazione della crescita e della divisione cellulare e allo sviluppo di metastasi. Il tumore NSCLC con mutazioni attivanti dell’EGFR è considerato una forma geneticamente distinta ed è più comune nei non fumatori, nei pazienti con adenocarcinoma, nelle persone di origine asiatica e nelle donne.

Il fumo di sigaretta rappresenta il più consistente fattore di rischio al quale sono ascrivibili l’85-90% di tutti i carcinomi polmonari. Inoltre il fumo passivo fa aumentare del 20% la probabilità di sviluppare il cancro al polmone nei coniugi di fumatori. Oltre al fumo gli altri fattori di rischio sono l’inquinamento atmosferico, l’esposizione a sostanze tossiche (es. radon, metalli pesanti) e i processi infiammatori cronici (come ad esempio la tubercolosi). I sintomi non sempre si manifestano con chiarezza e possono essere simili a quelli di altre malattie. A volte sono quindi trascurati e questo è uno dei motivi per i quali molti pazienti si recano dal medico solo nella fase avanzata della malattia. I sintomi più comuni sono: mancanza di respiro e/o affanno, tosse cronica e/o ripetuti attacchi di bronchite, raucedine della voce, dolore toracico, perdita di peso e di appetito senza una ragione apparente.

Le opzioni terapeutiche variano in base al tipo e allo stadio del tumore, alle sue dimensioni, alla posizione all’interno del polmone, alla sua possibile diffusione ad altre parti del corpo e alla condizione fisica del paziente. Nei casi di tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) un’alternativa alla chemioterapia è costituita dalla terapia biologica che stimola il sistema immunitario per inibire la crescita e la diffusione del tumore colpendo il bersaglio contro cui è diretta, presente solo nelle cellule tumorali. «In particolare l'erlotinib si è rivelato particolarmente efficace nei pazienti con la mutazione di uno specifico gene, l'EGFR, ma anche in pazienti privi di tale mutazione», commenta il Professor Federico Cappuzzo, Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica "Istituto Toscano Tumori-Ospedale Civile" Livorno.

Erlotinib sarà disponibile anche per il trattamento in prima linea del NSCLC localmente avanzato o metastatico con mutazioni attivanti dell’EGFR, una proteina che si estende per tutta la membrana cellulare e che, legandosi al fattore di crescita epidermico (EGF), può condurre a una crescita del tumore e allo sviluppo di metastasi. «La registrazione di erlotinib come trattamento di prima linea rappresenta un'importante nuova possibilità terapeutica per tutti i pazienti affetti da carcinoma polmonare con mutazione di EGFR. Il farmaco offre infatti la possibilità di controllare per un tempo più lungo rispetto alle altre terapie tradizionali, e con scarsa tossicità, una malattia estremamente aggressiva per la quale in passato esistevano solo trattamenti endovenosi difficilmente tollerati dal paziente», conclude il Professor Cappuzzo.
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa Roche

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