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Speciale Uva e Vino

Il vino a tavola

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Pubblicato il: 17-09-2004

Quando si organizza un pranzo o una cena è importante curare i dettagli. Le attenzioni si moltiplicano quando è di scena il vino: ecco come fare per non sbagliare.

Sanihelp.it - Mettere in tavola un buon vino è già di per sé un asso nella manica in un pranzo che si rispetti.  
Ma se vuoi proprio sfondare davanti ai tuoi amici, leggi questo piccolo vademecum che spiega come presentare la tavola con gusto ed eleganza, dando il giusto contorno estetico al vino, che andrà scelto accuratamente in base al menu e poi servito con classe.  
 
Il primo passo è una tavola apparecchiata in grande stile.  
 
  • Scegli una tovaglia bianca, dove porrai, come centrotavola, una delicata composizione di fiori freschi (ed eventualmente una candela alta di cera naturale color avorio).

     
  • Per quanto riguarda le posate, il galateo insegna a procedere da quelle più esterne al piatto a quella più interna, ma se il menu è molto ricco di portate, è meglio aggiungere solo successivamente le posate mancanti, in modo da non mettere a disagio l'ospite (e così non si appesantisce la tavola con una sfilza di posate).

     
  • Il sottopiatto non verrà mai tolto per tutta la durata del pranzo. Sopra, il piatto piano e il piatto fondo.

     
  • Alla destra dei piatti vanno posizionati il coltello (con la lama rivolta verso l'interno) e il cucchiaio.

     
  • Alla sinistra dei piatti si mettono una o due forchette (secondo il menu), e il tovagliolo piegato in modo semplice e fine (sono sconsigliate forme eccentriche e kitsch come animaletti ecc.).

     
  • In alto, sopra il piatto, si pongono le posate da dessert (manico della forchettina a sinistra, il coltellino o il cucchiaino con l'impugnatura a destra).

     
  • Sopra le posate di destra si mettono i bicchieri, mentre sopra le posate di sinistra il piattino per il pane. 
     
    Metti tanti bicchieri quanto sono i vini che servirai e, come con le posate, limitati ai necessari e aggiungi solo in seguito gli altri.  
     
    I bicchieri vanno disposti mettendo quello dell'acqua alla sinistra di quello del vino.  
    Per l'acqua è adatto un bicchiere grande, per il vino rosso un calice di grandezza direttamente proporzionale all'importanza del vino, mentre per il vino bianco un calice più piccolo.

     
Veniamo ora al corretto servizio del vino.  
 
  • La bottiglia deve essere servita mantenendo l'etichetta in modo che l’ospite possa sempre leggerla.

     
  • È importante scegliere il momento migliore per stappare la bottiglia: per il bianco e lo spumante, l’apertura va effettuata nel momento in cui il vino viene consumato, mentre per il rosso è più opportuna una stappatura anticipata.  
     
    In particolare i vini invecchiati o a medio invecchiamento esigono di essere aperti un po' di tempo prima del consumo, cosicché possano respirare attraverso uno scambio di aria (aerazione) con l'ambiente circostante, perdere l’odore di chiuso dovuto al prolungato imbottigliamento e migliorare così le proprie caratteristiche organolettiche
     
    Al contrario, questa pratica non è consigliabile per i vini più giovani in quanto determinerebbe un' eccessiva ossigenazione, alterando le loro caratteristiche gustative.

     
  • Per i vini molto invecchiati è comunque consigliabile ricorrere a una caraffa, o meglio ancora a un apposito strumento (il decanter), caratterizzato da una particolare forma: ampia base (che consente di ampliare la superficie ossigenabile) e collo ristretto (per evitare il rapido diffondersi dei profumi). Ma attenzione: mai travasare in caraffa un bianco!

     
  • La decantazione va effettuata lentamente, per non agitare bruscamente il liquido e per evitare di riversare nel nuovo contenitore eventuali residui.  
    A questo scopo ci si può aiutare osservando in controluce la bottiglia, attraverso una candela, per controllarne la purezza del contenuto.

     
  • Può essere utile misurare la temperatura del vino con l’apposito termometro, da immergere nel bicchiere.  
     
     
  • A questo punto si annusa il tappo: se il sughero è andato a male si sentirà subito e vi avvertirà che anche il vino molto probabilmente saprà di tappo.  
     
     
  • Il vino va assaggiato servendosene due dita nel proprio bicchiere.  
    Se non ha difetti, prima di servirlo si può avvinare i bicchieri dei commensali, cioè si versa un dito di vino nel primo bicchiere, si fa ruotare il bicchiere in modo da bagnare le pareti in modo uniforme, poi si svuota il contenuto nel secondo bicchiere mentre si ruota il bicchiere che si sta svuotando in modo da bagnare di vino anche tutto il suo bordo interno, e così via fino a quando si ha bagnato l’ultimo bicchiere che andrà poi svuotato nel secchiello o nel lavandino.  

    Questa operazione permette di lavare via gli odori cattivi che possono essere rimasti sui bicchieri se non sono stati lavati bene o se è molto tempo che non si usano.  
    L’avvinamento non sempre è necessario … ma sicuramente fa molta scena e dà un tocco di colore!  
     
     
  • Infine, un’ultimo accorgimento, ossia l'ordine del servizio. Ovviamente vanno serviti per primi gli ospiti, partendo dalle signore (dall’età più avanzata a quella più giovane), poi gli uomini, sempre in ordine di età, e per ultimo il padrone di casa.  
    E, a proposito di età, attenzione alle gaffe


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