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Gli italiani? Dei veri spioni, ma la reputazione non conta

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Pubblicato il: 24-06-2013
Sanihelp.it - Molti italiani ricorrono al web per ricercare le persone appena conosciute: il 47% degli utenti Internet cerca online i nuovi colleghi e/o collaboratori, mentre il 52% utilizza il web per avere informazioni sui nuovi amici. 

Non meno frequenti le ricerche tra parenti: cugini e zii sono i più spiati, ma non mancano le ricerche tra partner e tra genitori e figli. La maggior parte degli italiani giura di indagare sul proprio amico o parente per pura curiosità, per passatempo. Pochissime le volte che cerca qualcuno per instaurare un contatto. Sono alcuni dei risultati della ricerca condotta da Duepuntozero Doxa e presentata in occasione del lancio del primo libro sulla reputazione online. 

L’indagine, condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana online di età compresa tra i 18 e i 54 anni, evidenzia come il 90% degli italiani risulta interessato alle informazioni relative alle persone appena conosciute o a coloro che frequenta abitualmente. Quasi la metà di essi, 10milioni e 200mila utenti, effettua ricerche abituali in questo senso. Sono 2 milioni e mezzo gli utenti che si trovano a investigare frequentemente i profili di amici, parenti, conviventi e coniugi. Trend confermato anche per gli ambiti lavorativi.

Insomma, gli internauti italiani appaiono essere dei veri e propri spioni online che, affidandosi a Google e ai Social Media, cercano di reperire informazioni, dettagli, retroscena sulle vite digitali (e non solo) di partner, amici, parenti e colleghi. 

Parallelamente, è emerso uno scarso interesse riguardo le proprie informazioni personali sul web. Solamente il 25% del popolo online verifica con frequenza le notizie e i commenti legati al proprio nome. Percentuale che diventa del 33% tra coloro che hanno un’occupazione.

Allo stesso tempo, una ricerca realizzata da ADICO – Associazione che riunisce chi si occupa professionalmente di marketing e di vendite, dimostra una superficiale conoscenza delle dinamiche di protezione della propria reputazione online. Lo scenario migliora quando ci troviamo di fronte a professionisti del marketing e della comunicazione. Quasi la totalità (96 %) di essi ha, infatti, effettuato almeno una volta ricerche relative al nome della propria azienda. 
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ricerca Duepuntozero Doxa sulla reputazione on line per il lancio del libro La tua reputazione su Google e i Social Media, di Antonio de Nardis e Ale Agostini, Hoepli

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