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La ginnastica tiene in forma ma attenzione alla "Sindrome di Stone"

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Pubblicato il: 21-01-2002

Una lotta contro gli anni che passano e il desiderio di restare sempre, fisicamente giovani. Allora si comincia con chilometri sul tapis roulant o al parco e addominali e glutei, che non sono mai abbastanza sodi.

Sanihelp.it - E’ una lotta contro le rughe, contro l’afflosciamento di muscoli e pelle che in certi punti del corpo si fa più evidente. Una lotta contro gli anni che passano e il desiderio di restare sempre, fisicamente giovani. Allora si comincia con chilometri sul tapis roulant o al parco e addominali e glutei, che non sono mai abbastanza sodi.

Così c’è chi di fitness si ammala nel senso che ne rimane schiavo a tal punto da esasperare le sedute di allenamento mettendo a repentaglio la salute. Negli Stati Uniti l’hanno chiamata «Sindrome di Stone», in nome dell’affascinante protagonista del film Basic Instinct , 43 anni, ricoverata il 29 settembre in ospedale per aneurisma cerebrale.
Ora pare che la causa di questo incidente sia stata l’aver partecipato il giorno prima a una mini maratona di beneficenza. Ennesima occasione di affaticamento fisico per una super palestrata come l’affascinante Sharon, 3 ore di esercizio fisico al giorno.

DOPO I 40 - Secondo l’associazione dei medici della California del Nord , la Stone sarebbe solo uno dei tanti ultraquarantenni che, sottoponendosi a sforzi esagerati per sfuggire all'invecchiamento, restano vittime di ictus e attacchi di cuore .
Una ricerca dell’università dell’Ohio indica che, negli ultimi vent’anni, i casi di incidenti seri dopo sforzi sportivi sono aumentati del 200% e hanno riguardato i figli del baby-boom , che oggi si trovano sulla soglia critica. I medici propongono di focalizzare l’attenzione sulla sindrome di Stone e sui problemi che ne derivano per i cosiddetti Ymas, i «giovani di mezza età» (young middle aged). «Le persone di quest’età devono lavorare di più per mantenere la forma - dice John Di Fiori, professore di medicina dello sport all’università di Los Angeles -.
Devono trovare un’ora libera al giorno, che non è facile. Dovrebbero poi farsi visitare dal dottore: di solito chi si infortuna ha cominciato ad allenarsi senza nessun controllo». La ricerca dell’Ohio è stata influenzata, secondo il settimanale londinese Sunday Times, anche dal film American Beauty , la storia di un pubblicitario, interpretato da Kevin Spacey, che lascia il lavoro per concentrarsi sul body building.

ITALIA - In Italia però gli esperti rassicurano: «Ammesso che esistano, noi non corriamo gli stessi pericoli - commenta Alessandro Boccanelli, presidente dell’associazione nazionale dei cardiologi ospedalieri -. Non è un fenomeno epidemiologicamente rilevante, nel senso che magari ci sarà stato qualcuno che ha avuto problemi cardiocircolatori dopo la palestra, ma non sono casi significativi né rilevabili nei nostri ospedali». Secondo Boccanelli, la popolazione americana ha un rischio medio più alto a causa dello stile di alimentazione e dei valori di colesterolemia .
«E’ molto più deleterio non fare sport e condurre una vita sedentaria piuttosto che farne troppo», aggiunge Enrico Arcelli, medico sportivo a Varese, autore di diversi libri sul correre bene. «Oggi bisogna a tutti i costi dire il contrario di ciò che la scienza ha affermato finora - insiste -.
L’attività fisica fa bene e in linea di massima protegge i vasi sanguigni anche se sappiamo bene che non esiste nessun antidoto completo contro le malattie cardiovascolari. Certo occorre che l’attività sia svolta razionalmente , dedicandosi prevalentemente agli impegni aerobici, come corsa o cyclette, senza eccedere col body building che di per sé non è dannoso».


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Redazione Sanihelp.it

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