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La microchirurgia contro l'infertilità maschile

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Pubblicato il: 25-06-2013

Se gli spermatozoi maschili mancano oggi la microchirurgia consente di recuperare il seme perduto e contrastare alcune forme gravi di infertilità.

La microchirurgia contro l'infertilità maschile © Photos.com Sanihelp.it - In almeno due coppie su tre con problemi di infertilità, secondo le stime più recenti, la responsabilità totale o parziale dei tentativi falliti di concepimento dipendono da problemi sul versante maschile, tra i quali spicca l’azoospermia, ossia l’assenza di spermatozoi nel liquido seminale, riscontrata in circa il 10% dei maschi infertili.

«Può essere determinata da cause ostruttive o non ostruttive. Se nelle prime si possono talvolta ricanalizzare i dotti ostruiti, nelle seconde il problema è maggiore » precisa il dottor Giovanni Maria Colpi, andrologo. « Da molti anni si fa ricorso alla TESE, ovvero asportazione e sminuzzamento di un piccolo frammento bioptico di polpa testicolare, che permette di recuperare spermatozoi nel 45% circa dei casi».
In pratica gli spermatozoi sono ricavati direttamente dai testicoli, le ghiandole che producono queste preziose cellule sessuali. Oggi poi anche la chirurgia è più evoluta ed è diventata micro e anche in grado di fornire risultati migliori: la micro-tese o TESE microchirurgica, infatti, consentirebbe di recuperare spermatozoi nel 65% circa dei casi.

Questa tecnica prevede l'uso di un microscopio direttamente sul testicolo, alla ricerca dei tubuli seminiferi più dilatati, dove possono annidarsi spermatozoi. «L'intervento è del tutto indolore, viene effettuato in day hospital» descrive lo specialista. Serve poi un giorno di riposo a casa e quindi successiva ripresa dell’attività lavorativa. «Gli esiti chirurgici sono ottimi, virtualmente privi di complicanze, e, a distanza di tre mesi, anche con un'ecografia è spesso impossibile identificare la zona operata».

L’esperto assicura buoni risultati anche in termini di fertilità, perché gli spermatozoi ottenuti chirurgicamente dalla ghiandola risulterebbero qualitativamente migliori rispetto a quelli presenti nello sperma: «Recenti studi hanno infatti dimostrato che il loro utilizzo nella procreazione assistita dà possibilità di gravidanza evolutiva tre volte maggiori rispetto al corrente e più semplice uso di spermatozoi da liquido seminale» conclude Colpi.
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comunicato stampa

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