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Due pasti al giorno levano il diabete di torno

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Pubblicato il: 27-06-2013
Sanihelp.it - Lo scopo dello studio effettuato da un gruppo di ricercatori dell’Institute for Clinical and Experimental Medicine di Praga, è stato quello di comparare gli effetti di due e sei pasti al giorno (equivalenti nell’apporto calorico totale) sulla funzione delle cellule beta nei soggetti affetti da diabete di tipo 2.

Il diabete di tipo 2 infatti è caratterizzato dalla presenza di alterazioni delle cellule beta e, in misura minore, delle cellule alfa presenti nelle isole di Langerhans, agglomerati di cellule altamente vascolarizzati situati nel pancreas. Le cellule alfa sintetizzano e rilasciano glucagone, un ormone dalla funzione iperglicemizzante che ha il compito principale di promuovere il rilascio di glucosio dal fegato nei periodi lontani dai pasti, mentre le cellule beta (che costituiscono il 60-80% delle cellule endocrine contenute nelle isole pancreatiche) producono insulina, ormone necessario a mantenere controllato il livello di glucosio nel sangue.

La ricerca è stata effettuata su un gruppo di 54 pazienti affetti da diabete di tipo 2, a cui è stato chiesto di seguire una dieta ipocalorica (meno di 500 kcal giornaliere) seguendo due regimi di assunzione differenti: sei pasti al giorno per le prime 12 settimane e due pasti al giorno, corrispondenti a colazione e pranzo, per le successive 12 settimane.

I risultati dello studio condotto sono stati presentati da Hana Kahleova, diabetologa e responsabile della ricerca, nel corso della LXXIII edizione della Sessione Scientifica promossa dalla American Diabetes Association e tenutasi a Chicago tra il 21 e il 25 giugno: «tutti i soggetti sono stati esaminati nelle settimane zero, dodici e ventiquattro» spiega la studiosa «e nel corso di ogni seduta è stato misurato il tasso di secrezione dell’insulina e della funzionalità delle cellule beta».

I risultati esposti sottolineano che entrambi i regimi hanno avuto esiti positivi, sia per quanto riguarda l’aumento di sensibilità al glucosio sia relativamente alla diminuzione dell’indice di massa corporea, ma che i miglioramenti più significativi riguardino la seconda tipologia di regime alimentare, cioè quello suddiviso in due pasti.

«I nostri dati suggeriscono» conclude la dottoressa Kahleova «che per i pazienti affetti da diabete di tipo 2 potrebbe essere vantaggioso mangiare meno pasti più abbondanti piuttosto che frequenti e ridotti».
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
American Diabetes Association, promotore della LXXII Sessione Scientifica svoltasi tra il 21 ed il 25 giugno a Chicago, Illinois.

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