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Fegato in vitro?Grazie alle staminali non è più fantascienza

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Pubblicato il: 04-07-2013
Sanihelp.it - «Il progetto è iniziato con un fenomeno inatteso» spiega Takanori Takebe, biologo delle cellule staminali presso il Dipartimento di Medicina Rigenerativa dell’università giapponese Yokohama City: «sperando di trovare il modo di vascolarizzare i tessuti del fegato, abbiamo provato a mettere nella stessa coltura diversi tipi di cellule e abbiamo notato che queste hanno cominciato ad auto-organizzarsi in strutture tridimensionali. Da qui è iniziato lo studio per la creazione delle gemme di fegato, a cui siamo giunti dopo centinaia di prove necessarie ad ottimizzare parametri come la maturità delle cellule e il rapporto numerico tra i diversi tipi».

La scoperta di cellule staminali embrionali risale al 1981. Decenni di studi ed esperimenti in laboratorio, col tempo hanno dato origine alla credenza che fosse impossibile ricreare in vitro le complesse interazioni che avvengono tra cellule e tessuti durante l'organogenesi, ovvero quella fase dello sviluppo embrionale durante cui la differenziazione cellulare dà avvio alla formazione dei diversi organi e tessuti.

Lo sviluppo di un organo inizia infatti con la separazione di un gruppo di cellule dalle altre, definite gemme in quanto costituite da cellule che inducono lo sviluppo di altre cellule.

Come esposto nell’articolo pubblicato il 3 luglio sulla rivista scientifica Nature, le gemme di fegato ricreate in vitro da Takanori Takebe e dal suo collega Hideki Taniguchi, misurano circa 4 millimetri di diametro e, seppur costituite da cellule staminali umane, hanno scongiurato la morte di topi con insufficienza epatica. Le strutture trapiantate si sono insediate perfettamente nell’organismo, collegandosi rapidamente ai vasi sanguigni circostanti; inoltre, poiché supportate dal sistema circolatorio dell'ospite, le gemme di fegato hanno continuato a proliferare, dando vita a cellule con funzioni specificatamente epatiche.

Sebbene preliminari, i risultati della ricerca offrono un potenziale percorso verso lo sviluppo di terapie per le migliaia di pazienti in attesa di trapianti di fegato ogni anno. Secondo il rapporto stilato dal Sistema Informativo Trapianti del Ministero della Salute, in Italia, solamente nel 2012, i pazienti in attesa di un trapianto di fegato erano 2173: al 31 dicembre 2012, 156 pazienti sono deceduti, mentre 943 risultano essere ancora iscritti nelle liste, per un tempo medio di attesa che si attesta intorno ai 2 anni.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Nature, rivista scientifica di fama internazionale

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