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Impotenza: nuovi metodi di cura

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Pubblicato il: 29-09-2004

Curare il deficit erettile significa indagare le cause del problema. Un buon risultato si ottiene con un approccio multidisciplinare: psicologia, ormoni e metabolismo...

Sanihelp.it - La medicina sessuale fino a poco tempo fa era quasi esclusivamente appannaggio della chirurgia protesica. Finalmente si è iniziato a pensare al pene come un organo pieno di sangue, nel quale sono interessati stimoli elettrici senza trascurare il fatto che le strutture genitali sono legate al cervello attraverso una rete ormonale.

L’approccio alla disfunzione sessuale per avere successo dovrà essere multidisciplinare, perché se da un lato la psiche può modificare diversi meccanismi legati al desiderio si è scoperto che la causa dei disturbi sessuali è soprattutto legata alla presenza di malattie.
L’iter terapeutico deve quindi mirare alla guarigione definitiva del disturbo, utilizzando strumenti diversi a seconda del tipo di patologia.

Per esempio, sappiamo che l’efficienza vascolare del pene è influenzata dal testosterone, ma non solo, perché possono intervenire alterazioni metaboliche generali come diabete, ipertensione arteriosa e aterosclerosi. Sottoporre gli organi genitali a esami precoci e, se necessario, a terapie riabilitative combinate offre sicuramente risultati soddisfacenti e migliori di soluzioni protesiche.

Un trattamento precoce dei disturbi può portare a guarigione e comunque a un recupero del desiderio sessuale. Chiaramente non bisogna sottovalutare il versante della mente e del rapporto di coppia. La serotonina, la dopamina, l’ ossitocina si modulano reciprocamente portando la coppia a desiderarsi.

Azione precoce soprattutto dunque. Tutti gli studi dimostrano che trascurare oggi significa recuperare con maggiore fatica domani.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Intervista al Dottor Mario Mancini

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