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I risultati di uno studio

Coliche del bebè: l'aiuto dei probiotici

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Pubblicato il: 16-07-2013

Le coliche neonatali ora si affrontano senza farmaci, ma con i probiotici. Gli esperti: sono in grado di resettare la flora batterica intestinale.

Coliche del bebè: l'aiuto dei probiotici © Photos.com Sanihelp.it - Le coliche colpiscono più del 25% dei neonati al di sotto dei tre mesi e uno su 6 necessita del consulto di uno specialista per porre fine a crisi di pianto, notti insonni e spasmi addominali. Finora affidata ai farmaci, anche con importanti effetti collaterali, oggi la risoluzione della sintomatologia e dell’insorgenza delle coliche può trovare una risposta efficace in un probiotico – il Lactobacillus reuteri DSM 17938 – che, somministrato per 3 mesi fin dalla nascita, allontana il rischio di sviluppo di coliche, ma anche di rigurgito e stipsi (i cosiddetti disturbi gastrointestinali minori) in neonati allattati al seno o con latte in formula.

Ad attestarne l’efficacia, sia in fase acuta che in prevenzione, è uno studio di prossima pubblicazione su un’importante rivista internazionale, che annovera il Lactobacillus reuteri come probiotico di elezione nel trattamento di coliche neonatali, rigurgito e stipsi. Un risultato importante se si considera che in Italia sono oltre 450 i probiotici in uso, ma che solo 3 hanno un riconoscimento scientifico internazionale (oltre al Lactobacillus reuteri, anche il Lactobacillus GG e il Saccharomyces boulardii).

Ottimi i risultati di L. reuteri anche nel ridurre in modo significativo gli episodi di infezioni intestinali da rotavirus, con ricoveri limitati a una sola giornata e una maggiore incidenza di guarigione già a partire dal giorno successivo alla somministrazione (50% vs 5% di altri probiotici).

Vanno in pensione le terapie antibiotiche che ammazzano i batteri (con risoluzione forse più rapida dell’infezione ma con effetti collaterali importanti correlati in modo particolare alla resistenza farmacologica) a favore di un approccio biologico, più naturale, con probiotici in grado di attivare e potenziare il sistema immunitario e di resettare le diverse alterazioni della flora batterica.Usati da soli nel trattamento delle sintomatologie intestinali sia nel bambino che nell’adulto o in combinazione ad altre terapie in caso di co-presenti patologie, i probiotici hanno dimostrato efficacia anche nel ridurre gli effetti collaterali intestinali a seguito di radio e chemioterapia. 

«Grazie a studi di livello internazionale – spiega il pediatra Giuseppe Mele – è stato possibile dimostrare l’efficacia del Lactobacillus reuteri non solo nella cura delle patologie acute del tratto gastrointestinale nel bambino, ma anche nella prevenzione delle più comuni affezioni neonatali, quali coliche, rigurgito e stipsi, con una significativa riduzione nell’insorgenza di queste sintomatologie, rispetto ai bambini trattati con il solo placebo». 

Questo ha consentito di includere il Lactobacillus reuteri, insieme al Lactobacillus GG e al Saccharomyces boulardii, fra le terapie con documentata efficacia, nel trattamento della gastroenterite acuta, e di farne l’unico probiotico efficace nella prevenzione dei disturbi gastrointestinali minori.

«Rispetto agli antibiotici, in voga nella cura delle forme gastrointestinali dagli anni ’60 – continua Mele – i probiotici hanno il vantaggio di agire sulle alterazioni della flora batterica, denominatore comune nell’insorgenza delle più frequenti patologie intestinali, in modo più naturale, ristabilendo biologicamente l’equilibrio e le difese del sistema immunitario, localizzate per più del 70% nel tratto gastrointestinale, con notevoli benefici nel trattamento di patologie allergiche o infezioni ricorrenti sia nel bambino sia nell’adulto.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Studio clinico presentato al Congresso Mondiale Rutas Pedißtricas di Bilbao

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