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Una foto shock per smettere di fumare

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Pubblicato il: 25-07-2013
Sanihelp.it - Le scritte sui pacchetti di sigarette riducono il consumo di tabacco nei fumatori motivati a smettere e in quelli più impressionati dalle avvertenze. I messaggi, inoltre, se combinati con immagini scioccanti di polmoni anneriti dal fumo o di piedi in cancrena, sembrano essere ancora più efficaci. 

Questi alcuni dei risultati emersi da una ricerca coordinata da Giuseppe La Torre del dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive – sezione di Igiene, della Sapienza.
In diversi Paesi, già si utilizzano immagini shock di gravi malattie della bocca, di tessuti anneriti e di possibili stati tumorali per stimolare reazioni emotive nei tabagisti e indurli a smettere di fumare.

Quale sarebbe il potenziale impatto del nuovo packaging sui fumatori italiani e quali sono stati gli effetti dell’introduzione delle avvertenze testuali nel nostro Paese?
I ricercatori della Sapienza hanno evidenziato che il 47% dei fumatori pensa che la combinazione di scritte e figure realistiche sul proprio pacchetto di sigarette potrebbe meglio dare l’idea dei danni reali del fumo sulla salute e il 37,7% delle donne dichiara che ne sarebbe impressionata a tal punto da voler cambiare marca.

«In Italia - afferma Alice Mannocci, principal investigator della ricerca -  l’uso di immagini sui prodotti di tabacco sarebbe uno strumento valido nel comunicare i rischi ai fumatori, e in particolar modo alle fumatrici, facendo chiarezza anche su alcuni luoghi comuni. Il 45% dei tabagisti, per esempio, pensa ancora che le sigarette light siano meno dannose, probabilmente a causa dell’uso della parola leggere: attualmente tale nomenclatura è stata abolita, ma comunque conservata nel gergo comune eassimilata al colore del pacchetto (blu, mild, silver, gold)».  

Per quanto concerne gli effetti dell’introduzione in Italia delle avvertenze testuali sui pacchetti, i ricercatori hanno rilevato una riduzione giornaliera del numero di sigarette, soprattutto nei fumatori oltre i 45 anni d’età, nei tabagisti già motivati a smettere e nei soggetti che considerano importante la presenza di tali messaggi sul packaging.

Il respiro affannoso, l’alito pesante, le rughe sono le condizioni maggiormente lamentate anche dai fumatori più convinti. Seguono i denti gialli, le macchie sulla pelle e il cattivo odore sugli indumenti. In particolare, le donne sono maggiormente preoccupate per l’invecchiamento della pelle mentre gli uomini avvertono di più il disagio di un respiro affannoso. 


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
UniversitÓ La Sapienza

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