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I risultati shock di due indagini

Bambini meno curati per colpa della crisi

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Pubblicato il: 06-08-2013

In tempi di crisi, le famiglie tagliano pure le spese sanitarie dei figli. Per andare loro incontro nasce Paidoss, un progetto per migliorare l'assistenza ai più piccoli.

Bambini meno curati per colpa della crisi © Photos.com Sanihelp.it - La crisi economica fa tremare anche la salute dei più piccoli. E la cinghia delle famiglie continua a stringersi: l’80% dei genitori di bambini fra zero e 14 anni (8,3 milioni secondo l’Istat) ammette di avere difficoltà economiche a garantire cure sanitarie e assistenziali adeguate ai propri figli, limitandole allo stretto necessario anche per ciò che riguarda quelle primarie.

Questo dato  emerge da due indagini elaborate da Datanalysis, condotte su 600 pediatri di famiglia e 1.000 genitori di tutta Italia, presentate in occasione della giornata di presentazione di Paidòss, il nuovo Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza.

Secondo i pediatri, il 54% ha tagliato le spese per controlli diagnostici e specialistici, il 60% anticipa lo svezzamento per risparmiare. Infatti il latte artificiale nel 55% dei casi è scelto dalle famiglie solo in base al prezzo e non più seguendo solo il consiglio del pediatra, mentre poco più del 35% non può dare adeguato spazio al baby food, cibi espressamente studiati e prodotti per bambini.

Cresce dunque l’allarme fra gli addetti ai lavori, che con la crisi temono anche una riduzione dei servizi di assistenza per i bimbi con patologie croniche e una diminuzione degli accessi ambulatoriali e delle visite specialistiche necessarie. Per questo nasce Paidòss, che vede l’adesione di alcuni dei massimi esponenti della sanità italiana – tra cui Ferruccio Fazio e Livia Turco, ministri della salute nelle scorse legislature, Francesca Martini, ex Sottosegretario alla Salute, Anna Serafini, Responsabile del Forum Infanzia e Adolescenza – e molti dei principali specialisti della salute pediatrica.

«Siamo di fronte a una situazione allarmante – spiega il presidente di Paidòss, Giuseppe Mele – Paidoss nasce per proporre soluzioni, interventi, progetti, che nei prossimi mesi saranno integrati, presentati e resi operativi: iniziative sul territorio, stimoli istituzionali, studi e indagini senza le quali è impossibile conoscere il mondo dei bambini». 

Secondo i pediatri intervistati, la crisi comporterà una riduzione nei servizi di assistenza per le malattie croniche (19%) e nella possibilità di accedere a visite specialistiche non erogate dal sistema sanitario nazionale (16%) o ad ambulatori soggetti al pagamento di ticket (15%). Il problema, però, sta assumendo una dimensione sociale: i pediatri temono infatti un peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie in età pediatrica nel 10% dei casi, una diminuzione delle vaccinazioni (8%) e un taglio delle forniture di farmaci e alimenti dedicati soprattutto alle malattie rare (8%), ma anche ripercussioni sull’assunzione crescente di scorrette abitudini alimentari (7%), sull’incremento delle malattie infettive (7%) e lo sviluppo di disturbi comportamentali e psichiatrici sempre più frequenti (4%).

Dal canto loro i genitori, con pari intensità nelle diverse Regioni, sottolineano i costi elevati di tutto ciò che serve ai figli più piccoli: i pannolini sono giudicati una spesa alta dal 57% di mamme e papà, ma anche apparecchi per i denti (37%), occhiali (25%) e correttori ortopedici come scarpe e plantari (21%). Restano ancora poco adottate strategie di risparmio come gli acquisti on-line (25,3%) o di gruppo (5,7%).
Secongli gli esperti, il focus va puntato sulle seguenti problematiche:

- Abitudini alimentari e attività fisica. Secondo l’indagine di Okkio alla Salute 2010, in media il 21,5% dei bambini è sovrappeso e il 9,3% obeso, con punte più elevate in contesti di scarsi servizi, forme di privazione o condizioni di povertà.

- Disabilità. Benché si sia registrato un miglioramento, il 16-20% della popolazione scolare con disabilità fisica è ancora affetta da problematiche neuropsichiatriche o comportamentali gravi che necessitano di assistenza da parte del servizio sanitario nazionale (SSN) o di servizi integrati di supporto per bambini e famiglie.

- Neonati prematuri: è aumentata la percentuale di neonati pretermine che sopravvivono al parto, evidenziando quindi l’indicazione a un continuo miglioramento dei servizi di accesso alle cure neonatali specie per i fattori di rischio correlati alla mortalità, alla malattia polmonare cronica e alle infezioni.

- Malattie infettive. Sono ancora poco note fra i genitori le possibili conseguenze e complicazioni delle infezioni. Da qui la necessità di creare una maggiore consapevolezza sull’importanza della vaccinazione.

- Farmaci. Oltre il 75% dei medicinali usati in età pediatrica non è mai stato testato sui bambini e molti di essi vengono utilizzati al di fuori delle indicazioni, dei dosaggi e delle formulazioni per i quali sono state concesse le licenze d’uso.

- Cura ospedaliera. Secondo un recente studio della Società Italiana di pediatria, il 30% dei bambini tra i 10 e i 14 anni è ricoverato in reparti non pediatrici e l’assistenza tramite una rete integrata ospedale-territorio non è sempre garantita.

- Servizi assistenziali. Si evidenzia la necessità di promuovere azioni di informazione e comunicazione sulla prevenzione e cura della patologie infantili, realizzando una formazione e una ricerca specifiche sulle cure mediche e farmaceutiche innovative per fasce di età.
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Presentazione Paidoss (11 luglio 2013, Milano)

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