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Pelle secca, screpolature, cicatrici e capelli fragili

Programma di bellezza per la pelle malata

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Pubblicato il: 20-08-2013

Le donne in terapia oncologica devono fare i conti anche con gli inestetismi causati dalla malattia e dalle cure. 10 consigli per recuperare bellezza e femminilità.

Programma di bellezza per la pelle malata © Photos.com Sanihelp.it - Una donna colpita da tumore è, pur sempre, una donna. Spesso le malate se lo dimenticano, ritenendo, a torto, che il proprio aspetto estetico non sia più importante come prima. Invece sentirsi bella fa parte del percorso di terapia e recupero psicofisico ed è fondamentale continuare a prendersi cura di sé, anche in un momento difficile come questo.   

Per questo un board scientifico tutto al femminile ha stilato un vero e proprio programma di bellezza per tutte quelle donne che stanno affrontando la prova più importante della loro vita e non vogliono rinunciare alla loro femminilità. Pucci Romano, docente dell'Università Tor Vergata, Gabriella Fabbrocini, Docente Sezione di Dermatologia Università di Napoli e Norma Cameli, Responsabile Dermatologia Estetica del San Gallicano sono impegnate da 3 anni nel dare preziose informazioni alle donne (ma anche agli uomini) per prevenire, curare e guarire le reazioni che si presentano sulla pelle durante le cure.

Circa il 75% dei malati in terapia presenta manifestazioni dermatologiche, dal diradamento dei capelli fino alla caduta totale nonché all’aumentata fragilità delle unghie, con concomitanti infezioni batteriche e micotiche. La disidratazione è i presente nel 100% dei casi ed è marcata sul viso e sul corpo, con aumentata sensibilità ad agenti esterni.

«La cute è l’organo più grande del corpo - spiega Pucci Romano - tutto quello che la danneggia è visibile e mortificante. La terapia oncologica passa dalla pelle e per la pelle, favorendo e inducendo una serie di alterazioni dal punto di vista funzionale, organico, estetico. Spesso tali problematiche, se non risolte, obbligano il malato a interrompere la terapia. Gestire gli eventi avversi permette di proseguire la terapia e contribuire al recupero totale della persona».

«Non osserviamo solo alopecia - afferma Gabriella Fabbrocini - ma numerose altre manifestazioni come rash follicolare, radiodermatiti, problemi alle unghie, xerosi, secchezza cutanea, spacchi ragadiformi che inibiscono anche le normali attività quotidiane».
Ecco i consigli delle specialiste. 

1. Detergere delicatamente la pelle. I detergenti non devono contenere tensioattivi aggressivi e eccessivamente schiumogeni (sodiolauril-solfato, sodiolauriletere-solfato), e va privilegiata una detersione per affinità. Vanno bene emulsioni acqua/olio in cui la componente lipidica è costituita da grassi vegetali di derivazione naturale (di karité, di germe di grano, di jojoba, di avocado) o di sintesi (caprilyc capric triglyceride); mentre vanno evitati cosmetici che contengono una grossa percentuale di derivati dagli idrocarburi (petrolatum, paraffina, vaselina) o di siliconi (cyclomethicone, dimethicone, cyclopentasiloxane, cyclohexasiloxane). 

2. Idratare a fondo. Per ripristinare l’idratazione e contrastare l’effetto ossidativo della terapia farmacologica, l’idratante per eccellenza dovrà essere formulato con principi attivi selezionati e mirati: insaponificabili (karité, jojoba, oliva, palma), aloe, niacinamide (vitamina B3), tocoferoli e tocotrienoli, ceramidi, gamma orizanolo. La scarsa o nulla presenza di petrolati e siliconi è importante. 

3. Evitare creme a base di sostanze esfolianti e irritanti come acido glicolico, alfa-idrossiacidi e benzoil perossido o le formulazioni in gel alcolico a causa del loro potere essiccante e irritante.

4. Curare le screpolature profonde. Quando la xerosi è così impegnativa da produrre fissurazioni e ragadi, oltre ad assicurare la disinfezione delle lesioni, si può consigliare l’uso di eosina acquosa al 2% per toccature locali, associata a creme o paste a base di vitamina E e ossido di zinco. La scelta di una formulazione in unguento (realizzata con urea e non con i petrolati)  va sempre privilegiata. 

5. Usare lozioni anticaduta. Spesso, soprattutto con i farmaci biologici, non si verifica un'alopecia vera e propria, ma una caduta massiccia che non provoca la calvizie. In questi casi, può rivelarsi utile l’uso di lozioni che apportano principi attivi al bulbo pilifero e stimolano il microcircolo cutaneo. Chi invece deve ricorrere alla parrucca, deve sceglierla priva di collanti, che hanno potere irritante e sensibilizzante e con una texture adeguata per una cute stressata e con una barriera alterata. 
6. Assumere integratori a base di antiossidanti e sostanze dedicate al ripristino del ciclo fisiologico della cheratina, per esempio vitamina E, melatonina, glutatione ridotto. 

7. Non stressare la chioma. Riguardo l’uso di tinture per capelli, sono da sconsigliare quelle a base di parafenilendiamina, mentre sono permesse quelle su base vegetale, per ridurre il rischio di una sensibilizzazione da contatto. Permanente o tiraggio sono da evitare.

8. Disinfiammare gli sfoghi. In caso di rash cutaneo e follicolite, la cute va detersa delicatamente e senza prodotti astringenti e idratata in profondità. Agli insaponificabili a base di karitè, jojoba e olio di oliva, possono essere aggiunti altri principi attivi come l’olio di sesamo, quello di macadamia e di argan, che, oltre al potere idratante e antiossidante, assicurano un’azione antiinfiammatoria importante.

9. Favorire la cicatrizzazione. 1-2 volte al giorno applicare sulla cicatrice post chirurgica una crema a base di acido ialuronico e olio di rosa mosqueta o di iperico per migliorare l’elasticità del tessuto e ridurre l’infiammazione. Anche l’uso di creme formulate con estratto del bulbo d’allium stock rendono le cicatrici più morbide e lisce.

10. Vestirsi con tessuti naturali e comodi. I tessuti da mettere a contatto con la pelle pelle devono essere naturali, come cotone, lino, seta e possibilmente colorati con colori vegetali. Sono da evitare tessuti sintetici, elasticizzati, lane ruvide, indumenti contenenti metalli e lustrini. I detersivi per lavare gli indumenti devono essere più delicati possibili e usati in piccole dosi, in particolare gli ammorbidenti. I tessuti devono essere asciugati molto bene.
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Progetto Il Corpo Ritrovato, a cura dell'Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma

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