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Donne

Cercasi cure per le disfunzioni sessuali femminili

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Pubblicato il: 03-09-2013

Disturbi della sessualità per donne in età fertile e in menopausa: un problema ancora senza grandi armi terapeutiche efficaci.

Cercasi cure per le disfunzioni sessuali femminili © Photos.com Sanihelp.it - I problemi sotto le lenzuola non riguardano solo il versante maschile: «Circa 2 donne in menopausa su 10 hanno un disturbo del desiderio mentre 4 su 10 provano dolore durante i rapporti sessuali» rivela la professoressa Rossella Nappi, professore associato di Clinica Ostetrica e Ginecologica Irccs Policlinico San Matteo e Università di Pavia. «Fra le donne giovani circa 1 su 10 soffre di un calo del desiderio e circa 2 su 10 hanno un disturbo della sessualità per così dire a tutto tondo: un po' del desiderio, un po' dell'eccitazione, un po' dell'orgasmo. Sopra i 30 anni prevalgono problemi di desiderio ed eccitazione, mentre sotto i 30 anni quelli di orgasmo e del dolore».
 
Un quadro non certo roseo, peggiorato dal fatto che, a differenza delle problematiche sessuali maschili, per quelle femminili non sembrano esserci al momento cure altrettanto efficaci: «Per aiutare le nostre pazienti usiamo il testosterone o alcuni antidepressivi spesso off label, oppure terapie ormonali sostitutive che risolvano i problemi sotto le lenzuola, oltre alle vampate» spiega l’esperta.La ricerca, però, continua a lavorare per offrire soluzioni davvero utili. In principio, si è lavorato al cosiddetto viagra rosa, ossia un farmaco che mimasse la stessa  azione di quello maschile, aumentando la circolazione sanguigna a livello genitale: «Ma i risultati furono fallimentari: solo studi eseguiti su piccoli campioni da ricercatori indipendenti hanno dimostrato che in alcuni sottogruppi (donne in cura con antidepressivi, con diabete di tipo 2 o isterectomizzate in età giovanile), il viagra rosa poteva essere utile» rivela la professoressa.
 
Da qui la necessità di cambiare l’approccio terapeutico, passando a quello ormonale e mentale (perché nelle disfunzioni sessuali femminili un ruolo molto importante è giocato anche dai fattori culturali e psicologici). Si è sperimentato così il farmaco flibanserina: «Non agiva nei genitali, ma nel cervello: il disturbo del desiderio sessuale ipoattivo veniva trattato bilanciando i neurotrasmettitori dopamina-serotonina» spiega l’esperta. «Questo farmaco si è dimostrato efficace, ma non ha raggiunto l'approvazione della Fda americana», anche se pare nuovamente in fase di studio per essere migliorato e nuovamente sottoposto ad approvazione.C’è poi un altro farmaco, per ora disponibile solo negli Usa, l’ospemifene, un ormone: «si comporta come gli estrogeni solo dove serve, cioè nel tratto uro-genitale, e non in altri distretti dell'organismo dove si temono effetti dannosi. Si prende una pastiglia che si comporta come estrogeno nella vagina, aumentando la lubrificazione e riducendo moltissimo il dolore durante il rapporto sessuale» continua  la professoressa.
 
Infine, si studia una mentina dell’amore in rosa, l’agomelatina, che abbina aspetto ormonale e circolatorio e che si dovrebbe assumere solo al bisogno, allo studio soprattutto per le donne più giovani. Ma, appunto, è ancora in fase di ricerca.


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