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Un bicchiere di vino per contrastare la depressione

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Pubblicato il: 04-09-2013
Sanihelp.it - Nel mondo, la maggior parte delle culture alimentari include nella dieta un consumo abituale di bevande alcoliche, consumo che varia per frequenza di assunzione e tipologia di bevanda a seconda della regione presa in considerazione.

Un recente studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’università spagnola di Navarra, ha cercato di approfondire il legame esistente tra l’aumento del consumo di bevande alcoliche e la depressione unipolare, il disturbo dell’umore più diffuso nella popolazione adulta: si calcola che solamente in Italia circa 1,5 milioni di persone soffrano di depressione mentre il 12% della popolazione italiana (più di 7 milioni) ne abbia sofferto almeno una volta nel corso della vita.

La depressione unipolare è una patologia cronica che tende a persistere per tutta la vita, ed è caratterizzata dall'alternanza di periodi di benessere e fasi di riacutizzazione dei sintomi depressivi, che tendono ad attenuarsi spontaneamente per poi ricomparire a distanza di tempo.

Tra i principali sintomi che caratterizzano gli episodi depressivi vanno ricordati:

- umore depresso per gran parte della giornata, non motivato da specifiche ragioni;

- diminuzione o aumento significativo dell'appetito, spesso associato a notevole perdita o aumento di peso;

- difficoltà a dormire a causa dei frequenti risvegli o, al contrario, aumento del bisogno di dormire anche durante il giorno;

- sensazione di agitazione e ansia o, al contrario, rallentamento dei movimenti e dei riflessi;

- calo del desiderio sessuale;

- problemi fisici privi di cause riconoscibili (dolore articolare, mal di testa, crampi addominali, disturbi digestivi, vertigini) che spesso non rispondono alle terapie utilizzate per contrastarli.

La depressione unipolare e le malattie cardiovascolari sono propense a condividere alcuni meccanismi fisiopatologici comuni. Un consumo moderato di alcol, in particolare alcol da vino, è stato più volte segnalato come prezioso alleato nel contrastare l'incidenza di malattie cardiovascolari, e proprio da questa stessa tipologia di associazione potrebbe derivare un abbassamento del rischio di insorgenza della depressione.

Tuttavia, l'assunzione moderata di alcol deve essere distinta dall’assunzione problematica, in quanto quest’ultima può essere associata con la depressione non solo a causa di una maggiore assunzione di etanolo, ma anche a causa di uno stile di vita insalubre o dell'ambiente sociale circostante (che può essere costituito ad esempio da problemi familiari o finanziari).

La ricerca condotta da Alfredo Gea ha quindi cercato di indagare il rapporto tra consumo di alcol e depressione, coinvolgendo 5.505 persone, 2.683 maschi e 2.822 femmine, con un età media di 67 anni; i partecipanti sono stati divisi in quattro gruppi a seconda della quantità di alcol assunta giornalmente, in particolare nel gruppo degli astemi, dei consumatori di meno di 5 grammi al giorno, di quelli con un apporto da 5 a 15 grammi al giorno, e infine dei consumatori di una dose maggiore di 15 grammi al giorno. Tra i diversi gruppi, è stata condotta inoltre un’indagine parallela per valutare il ruolo specifico del vino.

Al termine del periodo osservazionale di sette anni, è stato riscontrato un totale di 443 casi di depressione: secondo i risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista BMC Medicine, un consumo di alcol basso-moderato (compreso tra i 5 e i 15 grammi al giorno) può essere associato ad un minor rischio di depressione, tanto più se l’alcol in questione è vino. Di contro, bevitori pesanti sembrano essere soggetti maggiormente allo sviluppo di depressione e di patologie cardiovascolari.

Insomma, se il consumo di vino è compreso tra due e sette bicchieri a settimana, il toccasana per mente e cuore è garantito.
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
BMC Medicine

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