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La scoperta italiana

Colon: cellule si mimetizzano e creano metastasi

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Pubblicato il: 10-09-2013

Travestendosi da cellule di rivestimento della parete intestinale per sfuggire alle difese dell'organismo, le cellule tumorali migrano in organi distanti causando metastasi.

Colon: cellule si mimetizzano e creano metastasi © Photos.com Sanihelp.it - Una nuova scoperta tutta italiana apre importanti scenari nello studio e nella diagnosi del tumore del colon: le cellule maligne, per eludere le difese naturali dell’organismo, si travestono da cellule normali che costituiscono l’impalcatura di un tumore (mesenchimali) e attraverso la parete dei vasi si riversano nel sangue andando a invadere altri organi, primo fra tutti il fegato.

Lo studio, che ha anche svelato il meccanismo molecolare alla base di questo travestimento, è stato condotto dal dottor Giuseppe Celesti e dai giovani ricercatori del Laboratorio Gastroenterologia Molecolare dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano), secondo un progetto ideato e diretto dal dottor Luigi Laghi sotto la supervisione del direttore scientifico, professor Alberto Mantovani, e del direttore del Dipartimento di Gastroenterologia, professor Alberto Malesci. Il lavoro è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Gastroenterology.

Come afferma il dottor Laghi: «La speranza è che sia la base di partenza per utilizzare le molecole che orchestrano il travestimento delle cellule tumorali per fare una diagnosi migliore e più precoce del cancro del colon, prevedendone il grado di aggressività».Il tumore del colon-retto è uno dei più frequenti nei Paesi sviluppati e provoca nel mondo più di seicentomila decessi all’anno. Deriva dalla proliferazione incontrollata delle cellule che rivestono l’intestino, ed è spesso senza sintomi fino a una fase avanzata, quando si è già diffuso in altri organi a distanza (metastasi).

«Sappiamo da tempo che il tumore - spiega il professor Alberto Mantovani - è fatto da cellule sia cancerose sia, in gran parte, normali, non maligne: cellule del sistema immunitario e cellule che formano l’impalcatura (detta stroma) del tumore. Nel contesto di un filone di studi condotto da tempo in Humanitas, sull’importanza delle cellule normali nel predire l’andamento dei tumori del colon, il team del dottor Luigi Laghi ha dimostrato che le cellule intorno al tumore, che fanno parte dello stroma, non sono tutte uguali e normali come potrebbero sembrare in apparenza. Alcune di loro, infatti, in realtà sono cellule tumorali mimetizzate. Lo studio ha anche svelato il meccanismo molecolare alla base di questa mimesi: i tumori più comuni derivano dal tessuto di rivestimento degli organi (epitelio). Durante la progressione maligna del tumore nel tempo, le cellule epiteliali vanno incontro a un cambiamento di forma e di comportamento che viene detto EMT (Epithelial-Mesenchymal Transition), transizione da epitelio a mesenchima, in cui la cellula diventa più aggressiva e capace di invadere i tessuti e gli organi circostanti».
 «Siamo riusciti a dimostrare che si tratta di cellule tumorali - spiega il dottor Luigi Laghi - marcando, con la tecnica dell’ibridazione fluorescente in situ, l’alterazione numerica (trisomia) dei cromosomi 7 e 20 nelle cellule che esprimono il gene TWIST1. Siamo rimasti molto sorpresi dal fatto che le stesse alterazioni del tumore primario fossero presenti anche in cellule molto distanti da esso, ma, soprattutto, che tali cellule fossero altrimenti indistinguibili da quelle normali che costituiscono lo stroma circostante il tumore. Ciò potrebbe significare che alcuni tipi di meccanismi di metastasi si attivano molto prima di quanto fino a ora ipotizzato».

«A livello diagnostico lo studio apre la possibilità di prevedere il grado di aggressività del tumore e il suo potenziale metastatico, con una precisione maggiore rispetto al convenzionale esame istologico e con prevedibili ricadute sulle strategie chemioterapiche post-chirurgiche. Inoltre, il riscontro di elevati livelli di mRNA di TWIST nel sangue di pazienti con cancro del colon consente di ipotizzare un ruolo per questo marcatore nella diagnosi non invasiva di cancro del colon, che da tempo rappresenta una sorta di Sacro Graal per i ricercatori traslazionali impegnati in questo campo», conclude il professor Alberto Malesci.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa Istituto Clinico Humanitas

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