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Primo giorno di scuola? Niente panico!

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Pubblicato il: 10-09-2013

All'asilo, alla scuola primaria o alle medie, il primo giorno di scuola è sempre uno scoglio. Che richiede accortezze diverse in base all'età.

Primo giorno di scuola? Niente panico! © Photos.com Sanihelp.it - Affrontare il primo giorno in classe lontano dalla famiglia, oppure rientrare a scuola dopo le vacanze può creare non pochi problemi sotto l’aspetto dell’ansia. Ricominciare l’attività didattica dopo essere stati inattivi per lunghi periodi, in alcuni casi mette a dura prova tanto il bambino o il ragazzo, quanto i suoi genitori. Ecco come prevenire o gestire queste situazioni.  

Per i più piccoli, il primo giorno di scuola è il giorno del distacco. In questo caso, la precauzione da prendere è quella di non far percepire i timori per la separazione. «Il suggerimento rivolto alla famiglia – spiega la dottoressa Simonetta Gentile, responsabile di Psicologia Clinica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - è quello di considerare l’ingresso a scuola come un momento evolutivo molto importante per la crescita personale del bambino, che lo aiuta a consolidare la sua individualità e autonomia personale».

Va tenuto anche presente che il bambino avverte le ansie in famiglia e quindi, a sua volta, può sentirsi insicuro. Una condizione che lo porta a esprimere l’ansia anche attraverso il corpo, con manifestazioni di inquietudine e iperattività. Ma anche di insonnia, inappetenza o, peggio, di aggressività. In questi casi l’importante è non allarmarsi e cercare di rassicurare il piccolo in modo semplice. Senza troppe parole, ma con la vicinanza e la condivisione.

In tal senso, il primo giorno di scuola sarà molto importante accompagnare il bambino in aula, così gli sarà presentato l’insegnante e il nuovo ambiente. Lo stesso accorgimento andrà adottato anche nell’incontro con gli altri suoi coetanei. Insomma: più graduale sarà il distacco e meno possibilità di sofferenza si potranno manifestare.«Nel passaggio tra la scuola dell’Infanzia e quella primaria, in genere – prosegue la dottoressa Gentile - l’adattamento avviene con naturalezza, ma se questo non si verifica si può comunque porre rimedio. Come? Spiegargli che si tratta di un momento di crescita gratificante e che in queste circostanze ci si comincia a sentire grandi». 

Bisogna fargli comprendere questo passaggio, magari assistendolo anche in questa circostanza mentre conosce spazi, persone ed esplora nuovi contesti.  In molte scuole, già nell’ultimo anno si portano i bambini a conoscere le aule, i nuovi insegnanti e le attività della prima classe. Quando poi la sua frequenza avrà inizio, il bambino dovrà essere informato con cura circa i tempi, le regole, le attività integrative e rassicurato sulla possibilità di mantenere ancora spazi e tempi dedicati al gioco e alla ricreazione. 

Nel passaggio dalla scuola primaria alla secondaria, infine, uno dei principali motivi di ansia e stress è caratterizzato dal bullismo. Si tratta di un fenomeno in espansione e che colpisce, in particolar modo, i ragazzi tra i 14 e i 17 anni. Spesso nelle scuole superiori avviene per mezzo di un vero e proprio rito di iniziazione. In sostanza, si deve sottostare alla legge del più forte per poter essere lasciati in pace. 

A casa, i genitori prestino massima attenzione ai segnali che provengono dagli stessi ragazzi una volta rientrati: spesso il loro sguardo e il loro atteggiamento possono valere più di tante parole.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ospedale pediatrico Bambin Gesù

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