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RNA e staminali per riparare i danni post-infarto

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Pubblicato il: 11-09-2013
Sanihelp.it - L’Acido RiboNucleico (RNA) è un componente presente nel nucleo e nel citoplasma di ogni cellula.
A differenza del DNA, l’RNA non contiene l’informazione genetica ma si occupa del suo trasferimento al di fuori del nucleo cellulare, consentendo lo svolgimento di quella serie di eventi che vanno dalla trascrizione (o «copiatura») di un gene del DNA alla produzione della proteina corrispondente.
 
Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Harvard, ha dimostrato come l’iniezione di RNA sintetico a seguito di un infarto miocardico possa migliorare la funzione cardiaca e garantire una maggiore longevità attraverso la modifica dell’informazione trasportata dalla molecola di RNA.

L'infarto miocardico infatti danneggia il tessuto cardiaco a causa dell'assenza di flusso ematico. Anche se le procedure come l'angioplastica e gli stent (un tubicino in rete metallica usato per riparare le arterie ostruite o indebolite) ripristinano il flusso sanguigno, il recupero delle normali funzionalità del tessuto cardiaco danneggiato non è ancora risultato possibile, causando nel paziente un’insufficienza cardiaca cronica.
 
Fondamentale per lo sviluppo della sperimentazione è stata la modalità di azione dell’RNA, presente in diverse forme ognuna delle quali è specializzata in una determinata funzione:

- RNA messaggero (mRNA), che si occupa del trasferimento dell’informazione dai geni del DNA ai ribosomi, organelli immersi nel citoplasma dove avviene la sintesi delle proteine;
 
- RNA ribosomiale (rRNA), che forma la struttura base dei ribosomi e consente la sintesi delle proteine;  
 
- RNA transfer (tRNA), che consente il passaggio dell’informazione genica dall’RNA messaggero agli aminoacidi, le unità minime dalla cui combinazione si formano le proteine.
 
L'iniezione di RNA modificato, sperimentata finora dal gruppo di studiosi solamente sui topi, permetterebbe di correggere l’informazione trascritta dal DNA e attivare la rigenerazione del tessuto endoteliale vascolare (ovvero quel tipo di tessuto che riveste l’interno dei vasi sanguigni e del cuore) danneggiato dall’infarto.
 
Questo miglioramento sarebbe in particolare dovuto all’azione delle cellule progenitrici epicardiche, ovvero delle cellule staminali presenti nel muscolo cardiaco che si occupano del turnover cellulare (ovvero del rinnovamento degli elementi strutturali della cellula ed in particolare delle proteine) e della riparazione del tessuto cardiaco a seguito di gravi danni.
 
La sintesi proteica promossa dall’RNA modificato sarebbe quindi in grado di stimolare l’azione delle staminali cardiache, che procederebbero ad una riparazione più efficiente del tessuto cardiaco danneggiato con una sua conseguente riduzione significativa.
 
Seppure bisognosi di ulteriori approfondimenti, i risultati dello studio, pubblicati sulla rivista scientifica Nature, suggeriscono come l’RNA modificato risulti essere uno strumento molto utile e versatile per correggere le informazioni del DNA e modificare la funzionalità delle cellule, migliorando così la riparazione dell'organo danneggiato.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Nature

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