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Invecchiamento mentale: cervello alla prova

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Pubblicato il: 17-09-2013

Al via la Settimana di Prevenzione dell'Invecchiamento Mentale, un'occasione per controllare e migliorare gratuitamente le proprie performance cognitive.

Invecchiamento mentale: cervello alla prova © Photos.com Sanihelp.it - Con il trascorrere degli anni la mente di ciascuno, a prescindere dall'età e dalla condizione sociale, va incontro a usura con calo, più o meno accentuato, delle attività intellettive, a causa dello stress e di vari fattori esistenziali. Scarsa concentrazione e altri deficit mentali si possono contrastare o prevenire potenziando il cervello e aumentando la capacità di apprendimento e la memoria.

Assomensana, associazione non profit di neuropsicologi, organizza per il sesto anno dal 16 al 21 settembre la Settimana di Prevenzione dell’Invecchiamento Mentale: gli specialisti (psicologi, neurologi e geriatri) a livello nazionale offriranno, a titolo completamente gratuito, un check-up sullo stato di salute delle capacità intellettive a quanti ne faranno richiesta. «Il test, individuale, si svolgerà con prove carta e matita, in circa quaranta minuti. L’esame non prevede costi per l’utente e, al termine, lo specialista può dare informazioni personalizzate sul funzionamento delle principali attività cognitive, quali memoria, attenzione, concentrazione, linguaggio, e fornire suggerimenti su come mantenerle in ottima forma, anche con la Ginnastica Mentale, esclusiva di Assomensana», spiega il dottor Giuseppe Alfredo Iannoccari, presidente di Assomensana, neuropsicologo e docente di Scienze Umane all’Università Statale di Milano. Il check-up non ha alcun rapporto con il grado di istruzione del soggetto e potrà essere prenotato rivolgendosi direttamente all’Associazione.

 Attraverso test clinici dedicati, ogni interessato potrà mettere alla prova le proprie facoltà mentali e ottenere il suo profilo neuropsicologico che servirà a individuare eventuali punti deboli da rafforzare con strategie mirate. Per tonificare e conservare giovane la mente, togliendo anni alla sua età, gli esperti di Assomensana consigliano esercizi di ginnastica specifici per ciascun cervello, che possano potenziare le connessioni tra neuroni, rendendo l’organo agile, brillante ed elastico.

Secondo gli specialisti, non bisogna trascurare anche lo stile di vita che richiede comportamenti corretti, come una regolare attività fisica in grado di contrastare l’invecchiamento del corpo e quello della mente in quanto riduce i danni legati ai processi degenerativi dei radicali liberi.
 
«La nostra iniziativa prende spunto dalla considerazione che tante persone invecchiano bene fisicamente, ma presentano problematiche cognitive (smemoratezze, disattenzioni, disorientamento, ecc.) che compromettono seriamente la qualità di vita del singolo e, oltre certi limiti, determinano anche elevati costi sociali. Molti spesso sono rassegnati a questa perdita di lucidità, mentre l’evidenza scientifica suggerisce che, con opportuni accorgimenti, che riguardano, ad esempio, la sfera degli esercizi mentali, dell’alimentazione e del movimento, è possibile mantenere a un livello costante e ottimale l’abilità, la flessibilità e le prestazioni delle funzioni cognitive», continua il presidente.Assomensana ha inoltre presentato i risultati del suo ultimo studio sperimentale al Convegno Scientifico Internazionale ESN di Berlino: in Longevità e Neuropsicologia gli specialisti dell’Associazione hanno indagato sul potenziamento cognitivo riscontrando che è un intervento strategicamente orientato al benessere di ogni individuo: «La stimolazione cognitiva permette di rinforzare e mantenere l’agilità e la flessibilità mentale attraverso compiti che coinvolgono differenti funzioni: linguaggio, problem solving, memoria, attenzione, ecc. Lo studio da noi presentato esplora l’effetto di un training cognitivo annuale tramite test che valutano l’efficienza cognitiva. Durante queste sessioni, i soggetti hanno effettuato esercizi carta-matita con il coordinamento e la supervisione di un neuropsicologo. 194 soggetti hanno partecipato all’esperimento, suddivisi in due gruppi: uno sperimentale che aderiva alle session di Ginnastica Mentale e uno di controllo che, invece, partecipava esclusivamente agli incontri valutativi. Dal confronto dei due gruppi, si sono evidenziate numerose differenze significative: innanzitutto un aumento delle performance del gruppo sperimentale nei compiti attentivi e linguistici, di intelligenza non verbale, di memoria a breve e a lungo termine, di memoria di lavoro e di velocità di esplorazione spaziale. In conclusione, suggeriamo che un training cognitivo, basato sulle conoscenze neuropsicologiche, possa incrementare le risorse mentali e lo sviluppo di abilità meta cognitive e capacità di auto-attivazione cognitiva».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa Assomensana

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