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Dalle staminali, una terapia di cura per la SLA

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Pubblicato il: 17-09-2013
Sanihelp.it - La sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è una malattia neurologica degenerativa che colpisce i motoneuroni, cioè le cellule nervose che controllano i movimenti della muscolatura volontaria.
 
Nell’organismo umano esistono due gruppi di motoneuroni: il primo si trova nella corteccia cerebrale e si occupa del trasferimento dello stimolo nervoso dal cervello al midollo spinale; il secondo si trova invece nel midollo spinale e trasporta lo stimolo nervoso dal midollo ai muscoli.
Nei pazienti affetti da SLA, sia il primo che il secondo gruppo di motoneuroni va incontro a una progressiva degenerazione che porta le cellule alla morte: il dramma è che questa malattia, pur provocando una lenta e irreversibile paralisi di tutti i muscoli, non toglie la capacità di pensare e porta il paziente a diventare coscientemente prigioniero del proprio corpo.

Attualmente non esiste una terapia efficace per la cura della SLA. Un gruppo di ricercatori dell’Università degli Studi di Milano, ha però sperimentato presso l’Ospedale Maggiore Policlinico il trapianto di cellule staminali come potenziale strategia terapeutica per la SLA.

La terapia verterebbe intorno ad una riprogrammazione delle cellule somatiche adulte (ovvero cellule staminali specializzate il cui compito è quello di produrre le cellule del tessuto in cui risiedono) in cellule staminali pluripotenti indotte: queste ultime sono cellule somatiche adulte (quindi già specializzate) che vengono ricondotte artificialmente al precedente stadio di cellule neurali, cioè ad uno stadio di pluripotenza.

Le cellule neurali sono infatti capaci di auto-rinnovarsi e di generare i tre principali tipi di cellule che costituiscono il cervello adulto, ovvero i neuroni, gli astrociti (che regolano l’ambiente chimico esterno dei neuroni) e gli oligodendrociti (che hanno il compito di rivestire il corpo dei neuroni con la mielina, una sostanza isolante). E proprio la capacità di favorire la proliferazione e il differenziamento cellulare, permette alle cellule staminali neurali di riparare i danni derivati dalla degenerazione dei neuroni causata dalla SLA.

Come spiegato nei risultati dello studio pubblicati sulla rivista Human Molecular Genetics, la somministrazione periodica di cellule staminali ha permesso di rilevare nei topi affetti da SLA un miglioramento significativo delle funzioni neuromuscolari e un significativo aumento della speranza di vita. Insomma, da questo studio un ulteriore contributo ai progressi registrati nell'utilizzo di cellule staminali indotte, da cui potrebbero derivare risposte concrete al trattamento della SLA e di altre importanti malattie neurodegenerative.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Human Molecular Genetics

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