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Un cerotto per il dolore che diventa malattia

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Pubblicato il: 26-09-2013
Sanihelp.it - Al congresso ACD-SIAARTI gli anestesisti si concentrano sul dolore che evolve in malattia. Un fenomeno che, terminata la fase del dolore utile in quanto sintomo di una patologia, in molti casi persiste fino a diventare cronico, con effetti di vasta portata.

Le più recenti stime indicano che circa il 20% della popolazione italiana, 12 milioni di individui, soffra di dolore cronico di varia origine, con una ricaduta pesante sia dal punto di vista sociale, sia economico: nell'ordine di 1 miliardo di ore lavorative perse in un anno, con circa 2 miliardi di euro spesi per prestazioni sanitarie e farmaci.

Per tanti anni il dolore è stato considerato un sintomo. Quando però diviene cronico e perde la sua funzione di campanello d’allarme, il dolore si trasforma in una vera e propria malattia, che va prevenuta, per quanto possibile, e poi curata, come prescrive la Legge 38 del 2010.

La scienza farmacologica oggi mette a disposizione soluzioni innovative, in grado di agire in maniera duplice: bloccare la trasmissione della sensazione dolorosa e potenziare i meccanismi fisiologici attraverso i quali l'organismo modula il dolore. In tal senso il tapentadolo ha inaugurato una nuova classe di farmaci che consentono un approccio complessivo.

Accanto alle forme più note e diffuse, primo fra tutti il dolore lombare, quindi le forme severe di dolore oncologico, esistono manifestazioni meno considerate, ma non per questo di minore importanza e incidenza, come il dolore neuropatico localizzato. Si tratta di una forma di sofferenza complessa, severa e persistente, che impatta sulla qualità di vita dei pazienti, impedendo loro molte attività della vita quotidiana, incluse, in alcuni casi, le occupazioni lavorative.

Il dolore può essere post-traumatico, post-chirurgico, oppure conseguente ad alcune patologie, come neuropatia diabetica o dolore post-erpetico. Anche in questo caso, la farmacologia dispone oggi di rimedi di grande efficacia e a bassa invasività. La lidocaina al 5% in cerotto, da poco in commercio in Italia e attualmente approvata per la nevralgia posterpetica, è sotto la lente degli studiosi, che stanno cercando di comprenderne l’efficacia anche nella terapia di altre forme di dolore neuropatico localizzato. Tra le sue caratteristiche, il cerotto ha anche quella di non interferire con altri farmaci.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Congresso SIAARTI

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