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Tumore midollare della tiroide

Tiroide: anche in Italia il primo farmaco

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Pubblicato il: 24-09-2013

Alcuni esperti italiani firmano il Manifesto del Tumore Midollare della Tiroide in occasione dell'arrivo in Italia del primo farmaco approvato per il trattamento di questa rara forma di tumore.

Tiroide: anche in Italia il primo farmaco © Photos.com Sanihelp.it - Il tumore midollare della tiroide colpisce ogni anno duecento italiani e 2.400 persone in Europa, l’Osservatorio Malattie Rare e AstraZeneca hanno messo appunto il Manifesto del Tumore Midollare della Tiroide in cui chiedono che questa patologia sia riconosciuta come malattia rara, di istituire un registro nazionale e una rete di centri di riferimento, di rendere i pazienti più informati e consapevoli, diffondendo il messaggio positivo che il carcinoma midollare della tiroide non è più un tumore invincibile.

Il Manifesto è stato presentato in occasione dell’arrivo in Italia di Vandetanib: unica molecola approvata per il trattamento del carcinoma midollare della tiroide. «Fino a ieri l’unica soluzione contro il carcinoma midollare della tiroide era l’asportazione della lesione cancerosa e dell’intera ghiandola tiroidea. Ma per le diagnosi tardive, in caso di malattia in fase avanzata o metastatica, non avevamo a disposizione cure valide, anche perché chemio e radioterapia hanno dimostrato di essere inefficaci. Oggi però esiste una terapia innovativa: Vandetanib si è dimostrato efficace nel ridurre la velocità di crescita e addirittura nel bloccare le cellule tumorali. Questa terapia  richiede l’assunzione di una compressa al giorno, non implica ospedalizzazione e può essere seguita direttamente da casa. La nuova terapia stabilizza la malattia e permette di avere uno stile di vita soddisfacente, trasformando di fatto un tumore in una malattia cronica», commenta Rossella Elisei, professore associato del Dipartimento di Endocrinologia dell’Università di Pisa.

«Il carcinoma midollare della tiroide è una neoplasia rara, che rappresenta il 5% dei tumori tiroidei, dai quali si distingue per la sua particolare aggressività e con i quali non va confuso. Le cellule colpite sono tiroidee solo per localizzazione: si tratta in realtà di cellule parafollicolari di origine neuroendocrina e quindi diverse da quelle follicolari. Inoltre, a differenza degli altri tumori tiroidei, che colpiscono quattro volte di più le donne rispetto agli uomini, per il carcinoma midollare non si registrano differenze di genere. Chi è affetto dal carcinoma midollare della tiroide vive le medesime difficoltà dei pazienti con malattie rare: pochi centri sanno trattarli adeguatamente e le terapie sono poche o inesistenti. Ecco perché il tumore midollare della tiroide è di fatto una malattia rara oncologica», dichiara Lisa Licitra, Direttore Struttura Semplice Oncologia Medica dei tumori testa-collo, Fondazione Istituto Nazionale di Milano.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa Osservatorio Malattie Rare e AstraZeneca

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