Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Alcoldipendenza: disponibile il primo farmaco

di
Pubblicato il: 24-09-2013
Sanihelp.it - Sarà disponibile dal primo ottobre anche nel nostro Paese Nalmefene: il primo e unico farmaco autorizzato per la riduzione del consumo di alcol in pazienti con alcoldipendenza con consumo ad elevato rischio. Da un approccio interamente basato sull’astensione completa dal consumo di alcol si passa a una nuova strategia basata sulla riduzione del consumo, obiettivo più realistico e più accettabile, come passo intermedio verso la completa astensione, approccio che può motivare un numero maggiore di pazienti ad avviare il trattamento e proseguirlo.
 
«Nalmefene rivoluziona l’approccio terapeutico all’alcoldipendenza offrendo il vantaggio di proporre al paziente un obiettivo di trattamento intermedio più realistico e quindi più accettato, in cui la riduzione del consumo può costituire uno step intermedio per preparare i pazienti alla completa astensione, oltre che essere associato ad una riduzione della morbilità e mortalità alcol correlate» ha osservato il Professor Luigi Janiri, professore di Psichiatria, Università Cattolica del Sacro Cuore presso la sede di Roma.
 
Il farmaco è indicato in pazienti adulti con dipendenza da alcol che hanno livelli di consumo ad elevato rischio (> 60g/giorno per gli uomini, > 40g/giorno per le donne) senza sintomi fisici da sospensione e che non richiedono interventi immediati di disintossicazione. Deve essere prescritto solo congiuntamente a un supporto psicosociale continuativo, mirato all’aderenza al trattamento e alla riduzione del consumo di alcol. Il trattamento deve essere iniziato solo in pazienti che continuano ad avere un livello di consumo ad elevato rischio due settimane dopo la valutazione iniziale e deve essere assunto secondo necessità.
 
In Italia si stima circa un milione di alcoldipendenti e secondo i dati del Ministero della Salute solo 58.000 circa di questi si rivolgono ai Servizi deputati alla cura e riabilitazione dell’alcoldipendenza. Un gap ampio che conferma i dati europei in cui abuso e dipendenza da alcol risultano essere il disturbo meno trattato se confrontato con altre patologie mentali quali disturbo d’ansia generalizzato, disturbo da attacchi di panico, depressione maggiore, schizofrenia e disturbo ossessivo compulsivo.
 
«Gli elementi che possono non consentire a un alcoldipendente di richiedere e ricevere un trattamento sono tanti. Il principale ostacolo è rappresentato  dall’incapacità della persona di ammettere di aver bisogno di aiuto o di riconoscere la sua condizione come rischiosa o dannosa. È tuttavia dimostrato dal progetto europeo  AMPHORA che in Italia esiste un gap di formazione sanitaria e professionale, di preparazione specifica nell’affrontare un problema alcol correlato che conduce alla difficoltà di intercettare il paziente in un contesto di assistenza primaria. Infine, rispetto all’offerta terapeutica, appare indispensabile l’esigenza di ingaggiare la persona in programmi capaci di coinvolgerla in un progetto, un percorso mirato a far ripercorrere a tappe, a ritroso e gradualmente, il continuum del consumo a rischio legato all’assunzione persistente di quantità crescenti nel tempo di alcol consumato: l’obiettivo potrebbe in tal senso concretizzarsi in un accompagnamento guidato e supportato di forme di trattamento farmacologico combinate indispensabilmente al supporto motivazionale al cambiamento che la persona persegue ripercorrendo a ritroso il rischio, dall’alcoldipendenza all’astensione totale», ha osservato il Professor Emanuele Scafato, Presidente della Società Italiana di Alcologia.
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
1.56 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?

Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti