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Rughe sul viso? Scoperti i tre geni responsabili

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Pubblicato il: 02-10-2013
Sanihelp.it - Il desiderio di una pelle visibilmente più giovane comporta ogni anno una spesa di 140 miliardi di dollari per l’acquisto di cosmetici che promettono una pelle liscia e senza rughe, un dato significativo per comprendere la portata dell’interesse verso questo argomento.
 
In passato, diversi studi hanno dimostrato l’esistenza di un gruppo di geni che promuoverebbero nell’intero organismo una giovinezza più lunga e una senescenza tardiva, anche se mai è stato verificato quanto la funzionalità di questi geni possa influire sull’invecchiamento della pelle.
 
Un recente studio promosso da un gruppo di ricercatori della Stanford University e dell’Albert Einstein College of Medicine, ha quindi cercato di individuare la base genetica dell’invecchiamento della pelle e, in secondo luogo, di determinare se il gruppo di geni individuato potesse essere connesso alla decadenza associata all'età di altre parti dell’organismo.
 
La ricerca, guidata da Anne Lynn Chang, ha coinvolto 428 individui, per il 70% donne e tutti rigorosamente ultraottantenni, in cui l'aspetto della pelle del viso ha giocato un ruolo chiave nell'apparenza, togliendo qualche decennio e causando un notevole disallineamento tra età dimostrata ed età cronologica.
 
Diverse le analisi condotte, dalla semplice osservazione delle rughe fino alle analisi del sangue e alla mappatura del DNA, che hanno permesso di individuare tre geni connessi al mantenimento di una pelle del viso più giovane:

- KCND2, la cui funzionalità è risultata connessa esclusivamente con l’invecchiamento della pelle e non con altre parti dell’organismo;

- DIAPH1, la cui disfunzione può causare una insufficienza ovarica precoce (condizione caratterizzata dall’assenza di mestruazioni che comporta infertilità e presenta sintomi analoghi a quelli della menopausa, come palpitazioni, intolleranza al caldo, rossori improvvisi, ansia, depressione);

- EDEM1, un gene che è stato inequivocabilmente associato alla durata della vita negli animali ma non (ancora) negli umani.

I risultati, pubblicati sulla rivista Journal of Investigative Dermatology, dimostrano che questi tre geni rappresentano a pieno titolo i nuovi candidati per i successivi studi interessati ad investigare più a fondo le basi molecolari di invecchiamento della pelle.

In ultimo, è da rilevare come la ricerca non dimentichi di sottolineare l'importanza dei fattori ambientali, che possono influire sull'invecchiamento della pelle per almeno il 10%: l'esposizione non protetta ai raggi solari, il fumo, un'errata alimentazione e un'idratazione della cute non adeguata, sono solo alcune delle cause che possono favorire rughe, macchie e lassità cutanee.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Journal of Investigative Dermatology

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