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Acne: un sms per ricordarsi di applicare le creme

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Pubblicato il: 14-10-2013
Sanihelp.it - I cellulari possono risultare molto preziosi nella cura dell'acne, diventando strumento fondamentale con cui i medici possono tenersi in contatto con i pazienti incrementando la compliance della cura.
 
Interessanti, in proposito, gli esiti del progetto Acne Smart Club, ideato e sperimentato dalla professoressa Gabriella Fabbrocini, docente di dermatologia e venereologia presso l’Università di Napoli Federico II, in collaborazione con il professor Giuseppe Monfrecola, Professore ordinario e Direttore della Scuola di Specializzazione di Dermatologia e Venereologia presso la medesima università.

A dicembre 2012 160 pazienti affetti da diversi livelli di gravità di acne sono stati monitorati nel Dipartimento di dermatologia dell’Università ed è emerso che la compliance dei soggetti aumenta se questi sono sollecitati durante la somministrazione del trattamento. I teenager avvisati tramite sms durante le 12 settimane del trattamento hanno ottenuto complessivamente, sotto vari fronti, risultati nettamente migliori rispetto a quelli cui, invece, non veniva inviato alcun promemoria.
 
Nello specifico, nelle fasi iniziali del progetto i pazienti avvisatie quelli non avvisati in media si sottoponevano ad automedicazione 4 giorni su 7, mentre alla fine della fase di monitoraggio i pazienti seguiti a casa tramite comunicazione telefonica arrivavano ad automedicarsi per tutta la settimana, mentre gli altri soggetti si sottoponevano a cure solo 5 giorni su 7. 

Inoltre, in riferimento alla scala che misura la relazione di fiducia tra paziente e medico, si è osservato che il rapporto di fiducia cresce costantemente ed esponenzialmente nei soggetti dell’sms group rispetto a quelli del control group.
 
Significativi anche i dati relativi al CADI (Cardiff Acne Disability Index) e al DLQI (Dermatology Life Quality Index), indici internazionali sulla qualità della vita finalizzati alla valutazione del disagio del paziente in merito all’acne. Nei soggetti inclusi nel sms group l’indice CADI viene sensibilmente ridotto, mentre negli individui del control group le differenze riscontrate sono decisamente meno sensibili. Meno notevoli, ma comunque significativi, i mutamenti relativi al DLQI.
 
Questi dati evidenziano che il disagio del paziente nei confronti di una malattia invalidante esteticamente diminuisce laddove c’è un miglior rapporto tra medico e paziente e un’efficiente comunicazione che si adatta al target dell’utenza.
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
UniversitÓ di Napoli

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