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Al vaglio dell'UE, un nuovo vaccino contro la malaria

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Pubblicato il: 14-10-2013
Sanihelp.it - La malaria è un ingente problema di salute pubblica che costa ogni anno 660.000 vite, di cui più dell’80% localizzate nelle regioni africane a sud del Sahara. Negli ultimi anni infatti, grazie agli interventi medici e sociali operati, è stato possibile ridurre drasticamente o eliminare del tutto la malattia in alcune regioni del pianeta (soprattutto nei Paesi in via di sviluppo), anche se purtroppo molte aree rimangono tutt’oggi devastate da questa feroce infezione: nell’Africa subsahariana in particolare, questa malattia rappresenta il primo caso di decesso nella fascia di età 0-5 anni.

Pochi giorni fa, precisamente mercoledì 9 ottobre, l’azienda farmaceutica GlaxoSmithKline ha presentato a Durban, importante città portuale della Repubblica Sudafricana, i risultati di uno studio condotto su larga scala che mostrano come il vaccino RTS,S (farmaco per la prevenzione della malaria in fase avanzata di sviluppo) continui a proteggere dalla malattia i bambini piccoli e i neonati fino a 18 mesi dopo la vaccinazione.

I metodi preventivi finora utilizzati (in primo luogo semplici zanzariere trattate con insetticidi) potrebbero quindi contare presto su di un nuovo alleato, per ridurre ulteriormente l’incidenza di una malattia che, ad oggi, non solo è curabile ma anche ampiamente prevenibile.

La malaria infatti è una malattia infettiva causata da un parassita chiamato Plasmodio, che si trasmette esclusivamente attraverso le punture di zanzare infette (solamente il tipo Anopheles). Una volta immesso nel sistema circolatorio, il parassita infetta le cellule del fegato, dove prolifera pressoché indisturbato per un periodo che va dai 5 ai 7 giorni. Dopo questo periodo di intensa proliferazione, i parassiti generati fuoriescono dalle cellule epatiche e si insediano all’interno dei globuli rossi, dove proseguono la loro moltiplicazione.
Una volta causata la rottura dei globuli rossi occupati, i parassiti proseguono la loro azione distruttiva attaccando altre cellule ematiche: proprio durante la rottura dei globuli rossi si registrano i picchi febbrili tipici della malattia. A seconda della tipologia di parassita (sono infatti soprattutto quattro le specie di Plasmodio che causano questa infezione), il decorso interessa diverse parti dell’organismo, dalla milza ai reni fino al cervello: le forme più aggressive di malaria (tutte causate dalla specie Plasmodium falciparum) possono progredire in modo estremamente veloce e causare la morte in poche ore o in qualche giorno dalla puntura.  

Undici centri di ricerca in sette paesi dell’Africa hanno quindi condotto la sperimentazione del farmaco RTS,S: nei 18 mesi successivi alla vaccinazione che ha interessato bambini di età compresa tra i 5 e i 17 mesi, sono stati registrati il 46% in meno di casi di malaria rispetto ai bambini immunizzati con un vaccino di controllo. In pratica, dopo 18 mesi di follow-up, sono stati prevenuti 941 casi di malaria clinica ogni 1.000 bambini vaccinati in questa fascia di età. I casi di malaria grave sono stati ridotti del 36%, mentre i ricoveri a causa della malaria sono stati ridotti del 42%.

Grazie alla capacità del parassita di evolversi e fortificarsi contro le terapie farmacologiche, l'efficacia del vaccino è diminuita nel corso del tempo: i risultati precedenti avevano infatti mostrato un'efficacia del 56% contro la malaria e del 47% contro la malaria grave nella fascia di età 5-17 mesi.

«Nonostante il calo di efficacia del vaccino registrato nel corso del tempo – afferma Andrew Witty, Amministratore Delegato di GlaxoSmithKline - il gran numero di bambini affetti da malaria indica che il numero di casi che il vaccino può aiutare a prevenire è comunque impressionante. Questi dati supportano la nostra decisione di presentare una domanda di approvazione alle autorità regolatorie per il vaccino candidato che, in caso di successo, ci porterebbe un ulteriore strumento per combattere questa malattia mortale».

Bisognerà quindi attendere l’esito della domanda di autorizzazione all'Agenzia Europea per i Medicinali, che nel corso del 2014 verificherà i risultati ottenuto dagli studi ultratrentennali che hanno condotto all’attuale composizione del vaccino e autorizzeranno (o meno) la distribuzione del farmaco sul mercato.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
GlaxoSmithKline, Unicef

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