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Le prugne secche e la regolarità intestinale

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Pubblicato il: 15-10-2013

La stitichezza è un problema molto comune: è scientificamente provato che le prugne secche concorrono al mantenimento della normale funzionalità intestinale.

Le prugne secche e la regolarità intestinale © Photos.com Sanihelp.it - Sono moltissime le persone che lamentano una scarsa regolarità intestinale: il problema della stitichezza è comune nell’infanzia come nell’età adulta ed è un problema ancora più sentito nelle persone anziane; spesso il problema è riconducibile ad uno scarso apporto di fibre.
Le linee guida internazionali raccomandano un’assunzione giornaliera di fibre pari a 25 g, ma si stima che l’assunzione medi europea sia nettamente inferiore; in Italia si stima un apporto quotidiano di fibre pari a 18,6 g/die.

Perché con la dieta, quotidianamente, le fibre che si introducono sono così scarse?
Le fibre si trovano in frutta, verdura, cereali integrali, noci e semi: se la dieta non è equilibrata e molto varia non si riesce a garantire all’organismo l’apporto ottimale di fibre richiesto.
Per chi proprio non riesce a seguire una dieta varia e con un contenuto accettabile di fibre è bene sottolineare che mangiare 8-12 prugne secche al giorno significa assicurarsi circa 7 g di fibre, ovvero un quarto della dose di fibre raccomandata per un giorno.

E per quanto riguarda l’apporto calorico?
è bene ricordare che fare uno spuntino a base di prugne secche aumenta il senso di sazietà e quindi riduce la sensazione di fame al pasto successivo, infatti nonostante il sapore dolce l’assunzione di prugne secche non aumenta in maniera significativa la glicemia post prandiale: per questo motivo il consumo di prugne secche viene raccomandato anche alle persone diabetiche o affette da sindrome metabolica.

è stato dimostrato, infine, che le prugne secche contengono dei composti fenolici che dopo aver subito degradazione nell’organismo umano esplicano azione antibatterica sia a livello gastrointestinale che delle vie urinarie.
Le prugne, dunque, sono oggetto di numerosi studi scientifici: se verranno provati ulteriori effetti benefici (pare che possano favorire anche un miglior turn over delle cellule ossee ovvero pare siano in grado di contrastare in qualche modo l’osteoporosi) potrebbero essere definitivamente etichettate come functional food. 
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24090144

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