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Smagliature: serve un lavoro di squadra

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Pubblicato il: 22-10-2013

Dermocosmetici, farmaci e trattamenti estetici aiutano a contrastare le smagliature in fase iniziale e ne prevengono la formazione.

Smagliature: serve un lavoro di squadra © Photos.com Sanihelp.it - Non sappiamo ancora di preciso perché si formano, ma ne conosciamo bene l’effetto che fanno su gambe, pancia e seno. Le smagliature sono linee sottili di colore rossastro, che successivamente assumono un colore bianco perlaceo. Una volta formatesi, sono incancellabili. Ma attenuarle, e prevenirle, si può.

«Oggi abbiamo a disposizione numerosi trattamenti dermocosmetici e farmacologici, utili per la prevenzione e il trattamento delle fasi iniziali», ha affermato Elisabetta Fulgione, medico estetico della Scuola internazionale di medicina estetica della FIF (Fondazione internazionale Fatebenefratelli), al recente Congresso nazionale della Sime (Società italiana di medicina estetica).

I cosmetici, sotto forma di sieri, oli o creme, intervengono in diversi modi: tonificazione e stimolazione delle strutture dermiche, aumento della microcircolazione locale, ripristino del film idrolipidico e blanda esfoliazione di superficie. Gli attivi più usati sono centella asiatica (per le sue proprietà trofiche, stimolanti a livello del derma, riepitelizzanti, protettive dei capillari e venotoniche), echinacea (aumenta il turgore e l’elasticità cutanea), acidi boswellici (potenti antinfiammatori), burro di karité (emolliente e ammorbidente), luppolo (rigenera e stimola la matrice dermica), olio di mandorle dolci (il più usato dalle future e neomamme, per la sua dermocompatibilità, ha spiccate virtù elasticizzanti e antismagliature), di jojoba e di oliva (emollienti, eutrofici e rigeneranti).

Interessante anche il contenuto di vitamine, soprattutto la E, utilizzata per contrastare lo stress ossidativo della cute e per le sue proprietà idratanti e lenitive, e la F, che conferisce un efficace effetto seborestitutivo, con funzione di barriera. La vitamina F agisce inoltre in sinergia con la vitamina E e le frazioni insaponificabili degli oli vegetali.«Molte sono state nel tempo le terapie proposte per migliorare questi inestetismi, basate sul loro meccanismo di formazione – spiega Elisabetta Fulgione - Dalla tretinoina 0.1% topica all’assunzione orale della centella asiatica, fino alle infiltrazioni di GAG e ai peeling medio- profondi, in parte ancora oggi utilizzati in associazione con altre metodiche.

Oggi, però, le acquisizioni tecnologiche hanno consentito di ampliare il ventaglio delle opzioni terapeutiche. Pur non essendo spesso risolutive, consentono di ottenere un risultato estetico soddisfacente, soprattutto nella fase iniziale.

Il needling, per esempio, è una tecnica di biostimolazione meccanica valida per l’induzione percutanea del collagene – prosegue l’esperta - Si basa sull’utilizzo di uno speciale dispositivo, dotato di sottili aghi di acciaio fissati su uno o due rulli, che creano piccolissime soluzioni di continuo sulla cute. L’azione meccanica può essere potenziata abbinando il trattamento alla terapia fotodinamica (fotoneedling) o associando l’utilizzo di sostanze ad alto potere ristrutturante (mesoneedling).  Ma ottimi risultati si ottengono anche con la radiofrequenza non ablativa e RF frazionata, la biodermogenesi, la fototerapia LED, i laser, la luce pulsata e la carbossiterapia». 


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
XXIV Congresso nazionale SocietÓ italiana di medicina estetica (Roma, maggio 2013)

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